Cenere
Tengo le mie infezioni
infiammazioni, contrazioni,
i miei lipidi, i miei muscoli atrofizzati
le carni malate insane assonnate
le deformazioni, le escoriazioni,
il rigetto delle elucubrazioni, che non han memoria
assopite incenerite polverizzate
sui miei organi ingessati
statuari
scoordinati, degradati.
Non c’è niente che sia fatto per il mio corpo.
Tengo le mie parole, che non han suono
i miei bulbi oculari miopi, lacrimosi,
la mia memoria etilica, nebbiosa
nebbiosi sono i miei sogni
nebbiose le pellicole che ho divorato
nebbia è
il tempo che ho bruciato.
Ho promesso che non avrei bruciato più tempo.
Sto bruciando ancora tempo,
mentre contemplo,
e tengo tavolozze, pareti, quaderni
senza traccia,
il mio passaggio senza macchia;
conservo tutto per me
questo piccolo fuoco
che forse un giorno
si trasformerà nella melodia di un suono
lontano.
©
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