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Sociale 26 aprile 2015 · lettura 1 min · 2725 letture

Chiaroveggenza

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Era ovvio quel cupo mattino cieca vecchiaia di un urlo blasfemo. Lei, sinistro rumore, tagliente dubbio, occasionale lamina di luce argine sulla notte. Folle, folle incubo annunciato: chi sei? premonizione machiavellica di un futuro senza ore. Un letto di sassi scelto dal fiume dove l’ovvio sminuisce il peso del corpo: e piovono chiodi sulla nostra colpa. - Fermati, fermati ora guardati indietro, sui semi sciolti nel vento [ il nulla nel vuoto ]. Singolo braccio, con sopra una fronte.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Qualche volta dentro noi si muovono timori, paure alle quali non sappiamo dare nome ... ma che avvertiamo come fantasmi silenziosi.

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (4)

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s
santo aiello26 aprile 2015

Un palcoscenico di orrore, la scena madre di tutte le notti. Costretti a vivere gli incubi del giorno, di una realtà stretta, troppo stretta per essere vissuta serenamente. E noi che lottiamo e continuiamo a resistere, nonostante tutto. Siamo noi gli eroi, in questo assurdo quotidiano. Molto sentita.

Jibi26 aprile 2015

Un riprodursi d'immagini terrifiche in un'atmosfera visionaria, apparentemente onirica, ma densa di simbologie e scene che giungono dal sixth sense, dall’intuizione, dal presagio di qualcosa di tragico a venire. Una chiarezza d'alba non facile...

carla composto26 aprile 2015

spesso percezioni ed intuizioni s'insinuano nella nostra mente, non riusciamo a spiegarci il perchè... eredità lontane o doni naturali ... porta a riflettere molto apprezzata nelle mie corde...

nemesiel29 aprile 2015

Visioni proiettate dal nostro profondo io che non ha collocazione, alberga nei recessi, in quel limbo che d'improvviso si risveglia, portando alla luce paure ancestrali... forse fragilità o forse capacità rimosse e di cui un tempo eravamo padroni... Ora sono loro a dominarci, rendendoci consapevoli, nei nostri momenti di angoscia, della nostra debolezza... dei limiti della nostra natura... della incertezza d'esistere che ci accompagna ogni giorno... Sesto senso? O sporadica ma devastante "conoscenza" di noi?