L'indifferenza
Francesco Paolo Catanzaro
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Nei campi il dolore sordo
per anni ed anni
è ormai deflagrazione d'anima.
Lavorare per ore fra le spighe,
sfruttata fino all'ultimo sudore;
poi rinchiusa in una casa
dove subire violenza in silenzio
perché dodici occhi al mio paese
aspettano le risorse per sorridere.
Subire, subire la vessazione
ê morire, morire ogni volta.
Rimanere incinta per più volte negli anni
per non riuscire mai a conoscere
questi figli del dolore
che non vedranno mai terra,
martiri di un'umanità egoista
che guarda solo al piacere effimero.
Fuggire? Fuggire dove?
Se poi il padrone ti riprende
e ti violenta ancor di più
per ripristinare l'equilibrio del suo possesso?
Straniera, profuga, donna.
Cos'è il dolore ormai?
È assuefazione al voler altrui
per trenta denari, per lasciare sopravvivere
chi è lontano ed aspetta il tuo sacrificio.
Eppure il male prima di proliferare
potrebbe uscire dal cuore
quando gli occhi sono capaci di vedere
nell'altra persona l'immagine divina.
Ma si rimane sordi e ciechi, ciechi e sordi.
E tu, dov'eri, indifferente,
quando avevo fame e non mi hai dato da mangiare,
quando avevo sete e non mi hai dato da bere,
quando ero lontano dalla mia patria
e non mi hai accolto con amore
ma hai sfogato il tuo istinto bestiale
nel mio dolore nella mia disperazione?
©
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L'autore
Francesco Paolo Catanzaro
Si interessa di pittura, poesia, narrativa e letteratura in genere. Ha pubblicato qualche libro di poesia, di narrativa e figura in qualche antologia poetica. Sue pubblicazioni: Il colore delle braci, Cultura Duemila 1994 Il messaggio ed altre storie, Libro Italiano 1997 La memoria,Calabria editore 1997 Effett
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