Vissi d'arte, vissi d'amore

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (10)
Stupendi versi che c'inoltrano nel mondo della lirica che è stupendo. La poetessa nella bella ed esauriente nota, ci fa conoscere gli affanni della bella Tosca, donna molto sfortunata in amore per l'uccisione dell'amante e per il suo gettarsi dal parapetto del fiume. Donna molto famosa per il bel canto. Purtroppo alla fine tutto finisce in tragedia. Una stesura limpida ed esauriente, scritta con versi fluidi, apprezzata per contenuto e forma!
Non conosco l'opera sinceramente... ma trovo molto belli questi versi che scrutano nell'animo di una persona che si sente delusa dalla vita alla quale ha dato tanto e che ne riceve in cambio solo che tormenti e malessere... e l'Autrice riesce benissimo e con forza a trasmetterne il messaggio.
La Tosca di Giacomo Puccini è nei cuori di tutti gli amanti del bel canto, me compreso. Il poeta ha trovato ispirazione da un brano di quest'opera che è meravigliosamente bella. Mi congratulo sinceramente.
Un' opera immensa e una bellissima poesia... ispirata, emozionante, amara e dolce nello stesso tempo. La poetessa ha scelto uno stile intimo e sofferto e il risultato è grandioso. Un lavoro che cattura e piace anche per l'armonia dell'insieme. Tantissimi complimenti.
Pregevole testo della Poetessa, che con sapiente abilità versifica l'opera nel secondo atto della"La Tosca " di Giacomo Puccini , quando la donna urla nel proprio intimo il dolore per il dramma, che sta vivendo. Straordinari versi, che l'Autrice ha ben espresso e modulati tecnicamente... ammalianti per la musicalità. Congratulazioni per l'ottima stesura!
La Tosca un Opera stupenda, una romanza di toccante intensità, tra le più celebri del melodramma italiano, Tosca nel secondo atto la gelosia la porta a tradire svelando il nascondiglio... tra la cantante Floria Tosca e il Barone Scarpia, quando questi ricatta la donna chiedendole di concedersi a lui in cambio della liberazione del suo amato, il pittore Mario Cavaradossi, condannato a morte. Si Tosca ha un momento che si rivolge a Dio domandando quale dolore feroce le fosse stato inflitto... cedere al ricatto per liberare l'uomo che ama, lei che si era sempre dedicata all'amore e all'arte... rimproverando ciò che le era capitato. Una raffinata poesia che centra il punto della moralità se vogliamo.
Assolutamente pregevole questa ricerca poetica accostandosi ad un'opera estremamente bella e intensa. Si aprono e vengono proposti nuovi scenari in versi particolarmente interessanti. Vivere d'arte e d'amore, assaporare ciò che la vita elargisce con i più elevati sentimenti che l'essere umano percepisce e riesce ad esprimere elevandosi... In cambio? Strazio e dolore... da qui la Fenice poetica risorge, mentre l'arte crea arte, nel suo essere e nella sua pregevole forma. Una lettura che apre la mente e sprigiona cultura.
A volte Dio sembra non ascoltare le nostre suppliche, ripagare col tormento chi è sempre stato devoto e ossequioso nei suoi confronti conducendo una vita onesta.
Il dolore è spesso compagno crudele e troppo presente nel cuore di chi è sensibile. Lirica colma di emozioni e di un velo di malinconico abbandono.
opera ben strutturata che si accosta a uno dei più bei drammi della lirica italiana. Complimenti










