Partenza
Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno
Commenti (12)
Ci chiediamo il perché, ma la risposta è che ci sono trafficanti d'uomini che privi di scrupoli giocano con le vite umane per avidità, approfittando di gente disperata che scappa da fame, persecuzioni e guerre. Alla fine cercando la salvezza, perisce nel mare scalciata da quei fatiscenti barconi. Versi apprezzati!
Quanti sogni infranti per migliaia di migranti, che affrontano numerose difficoltà per poter, finalmente, partire verso nuove terre per condizioni di vita migliori. Il Poeta con abili versi e grande acutezza esprime la tragedia umana di vittime innocenti, che trovano la morte in mare per l'inesistenza della pietas umana ... e cristallizza il punto centrale del dramma ...quello della " partenza ". Un testo coinvolgente, che lascia il lettore a riflettere. Il mio plauso!
Profondissima lirica, pochi versi ma incisivi a decantare le stragi di partenze senza mete. Da quei barconi sugli orizzonti onirici affranti e pallidi gli emigrati in cerca di pace e con bimbi legati alle braccia sono occhi languidi che a volte non vedono il sole nella cattiva sorte. Mi domando quale coscienza può approfittare di questa povera gente trasportandola a caro prezzo su barconi marciti e con poche speranze all'approdo.
Il perché di questi viaggi? Un fatto è certo si intraprendono per trovare una vita migliore e dare un futuro ai giovani. Non tutti i viaggi approdano in porto, spesso terminano negli abissi del mare.
Il perché ancora non lo sappiamo. Ci sono scafisti (trafficanti di uomini) che conducono alla morte dei connazionali. Ho sentito l'età di questi scafisti e mi viene da rabbrivvidire perché sono molto giovani. Quello che mi chiedo è: "Da chi sono comandati? Chi sono gli esseri abbietti che manovrano il filo invisibile della morte?"...
Opera di grande spessore, profonda e cruda, senza retorica, senza moralismo spicciolo, pochi versi incisivi che nel contempo si espandono leggeri, lievitando su tanta durezza. Interroga all'umana, già colpevole, coscienza il perché di tanto dolore. Da tenere fra le più belle poesie, in evidenza sul cuore.
Partenza... si una partenza per un lungo viaggio incontro alla morte od incontro alla vita... nelle mani di un destino manipolato da "essere umani"? disumani ...tanti e troppi i perché e, noi cosa possiamo per avere risposte alle tante domande...!
Certo la partenza è un mistero non si sa cosa capita un vero mistero e poi c'è la grande immaginazione piene di prospettive positive anche se poi non è mai cosi ... bravo molto commossa
La disperazione è la madre di queste partenze, di questi viaggi verso la speranza di una nuova vita. Purtroppo per i più rimarrà solo un sogno che vedranno infrangersi contro una realtà spietata. Un sogno traghettato su queste carrette del mare che fanno la fortuna di persone crudeli e senza scrupoli.
lirica di spessore che tratta tema drammatico con maestria e preparazione ottimo poeta ...plauso
Versi belli e incisivi che descrivono bene il dramma e l'assurdità di queste morti; anime in cerca di pace e serenità, di una vita migliore e che per malvagità di loro simili trovano la morte in mare; in quel mare che era la loro ultima speranza. Poesia apprezzata e piaciuta.
Decifrare il perchè... chi trova la chiave troverà la soluzione! Ma l'esile forma continuerà a danzare dentro quel mare finché non sarà forte la volontà di chi vorrà decifrare quel "perchè"












