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Introspezione 30 aprile 2015 · lettura 2 min · 1731 letture

Il vivere inesorabile l'anima uccide

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Indugio dove non osa spettinarmi il vento e in cielo attendo un segno So che t’attardi la notte sotto la pioggia di stelle e il pianto di un’anima smarrita L’alba soave di colori e suoni ti desta solo, da deliranti sensi risorto. L’attesa è ancora lezione d’equilibrio tra la melma ove si rischia l’affondo e il vuoto mutevole che di notte si rigenera d’azzurro. Abbiamo liberato i nostri versi, tacito egoismo sull’altrui ipocrisia, teneri agnelli in pasto a famelici lupi Prima che giunga l’ora del tuo vespero, e non è ancora tardi per pensare, chiudi in un cerchio, e segna le memorie, tu, che siedi per ultimo alla mensa che gli altri hanno sporcato, e osservi, un popolo di stolti barcollanti ebbri d’aceto che il vino buono getta sul selciato e in fiume scorre ad ubriacar le zolle, siedi e ascolta il silenzio, fino all’alba, al primo raggio che ancora i cuori illude. Poi sarà di nuovo uguale di nuovo fango sotto i piedi e vuoto che dal cielo ci allontana Sarà di nuovo uguale, di nuovo il rumore d’un chiodo. Poi un chiodo ancora a rinsaldar la croce si udrà sul dolore della vita.
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Vivere in maniera malvagia uccide l’anima. Siamo davvero poeti se abbiamo la capacità di elevare l’anima al di sopra delle cose terrene e se riusciamo a coltivare in noi la speranza che ci sarà sempre, ancora, qualcuno in grado di riconoscere i fiori in mezzo a un prato di sterpi

L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (11)

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Donato Leo30 aprile 2015

Meravigliosa lirica che mi ha fatto commuovere. Spesso l'uomo è malvagio, a volte per quello che si presenta davanti ai suoi occhi, ma in fondo anche lui ha un cuore che emerge sempre. Quel chiodo si presenterà sempre, durante il nostro cammino.

Rosita Bottigliero30 aprile 2015

L apparire e l'essere due forme che andranno a cozze nella dura realtà dei tempi... versi belli... scorrevoli. bellissima

Grazia Denaro30 aprile 2015

Notevole lirica che è un'introspezione profonda che porta l'autrice a leggersi dentro e a comparare come tra il male e il bene, il passo dev'essere distaccato in modo da poter capire come bisogna agire per vivere in serenità. Una lirica che ho molto apprezzato e mi ha molto commossa, apprezzata!

piera tola30 aprile 2015

Quanta verità in questi versi, delle immagini molto significative rendono viva questa poesia... L'amarezza che si prova per tanta malvagità crea una sorta di ribellione interiore. Il fango ancora sotto i nostri piedi ciò non ostante, sedersi per ultimi dove gli altri hanno sporcato, saper ascoltare ...poi ancora chiodo/ a rinsaldar la croce/ si udrà sul dolore della vita. Profondità di parole quasi una catechesi... in poesia. Lodevole lirica, espressività coinvolgente. Si che ci sarà sempre qualcuno che riconosce i fiori in mezzo ad un prato di sterpi.

Anna Di Principe30 aprile 2015

Nella lirica è palpabile la sofferenza come stato tragico e inevitabile del cammino di chi non può sottrarsi alla malvagità... Il significato dell'esistenza comporta essere spesso impotenti davanti al dolore, che l'uomo deve sopportare nel suo viaggio terreno .Un excursus introspettivo, il cui climax si espande sapientemente nella dolente chiusa: "di nuovo il rumore d'un chiodo ". Padronanza e personalità si evince nell'ottima stesura. Plauso!

Azar Rudif30 aprile 2015

La malvagità ha come arma la distruzione di ciò che tende, invece, a costruire e la si riconosce da questa caratteristica la cui fonte è il Male stesso. Se si impara a conoscere queste caratteristiche e questi meccanismi, allora si riesce a discernere il bene dal male o come cita la nota "riconoscere i fiori in mezzo agli sterpi".

zani carlo30 aprile 2015

Amare ma veritiere riflessioni si susseguono in questa bella poesia che incalzano il lettore interessando per la capacità espressiva e per l'indubbia bravura dell'Autrice... ognuno se ne ha la forza pianti un fiore in mezzo a quelle sterpaglie... che ne abbiamo davvero bisogno... tutti.

Francesco Rossi30 aprile 2015

Complimenti a Rosetta per la poesia ricca di contenuto, la sofferenza viene accompagnata dalla poetica estrapolando momenti di intenso vissuto. Leggendo e non soffermandomi superficialmente non sono riuscito a comprendere vespero che sta per Venere o vespro che è preghiera Se si tratta di un refuso correggi perché la poesia merita tanto, scritta molto bene se al contrario non trovi nulla scusami per l'appunto.

Grazia La Gatta30 aprile 2015

Bella e profonda introspezione che è anche un'attenta riflessione sul modo di vivere. Significativa, fa riflettere e induce il lettore a saper far tesoro del silenzio, ascoltarlo e assaporarlo dall'ultimo raggio della sera al primo dell'alba; prima che tutto torni alla solita routine del giorno con lo stress e la materialità che ci allontana dalla bellezza del cielo. Lirica piaciuta, ben strutturata; molto apprezzata.

Cristiano De Marchi1 maggio 2015

E' quel salto che eleva lo spirito, e trasporta un'anima "sensibile", quella del poeta, sopra le cose terrene, in alto... come un aquila che scruta il territorio, in grado di vedere anche la più piccola differenza tra un fiore e le sterpi. I poeti liberano i loro versi senza nessuna pretesa, sapendo che oltre il recinto c'è talvolta tanto buio, tanta notte eterna. E' quel salto che permette di vedere il mondo da un altra dimensione assaporandone i souni, i colori e i dolori... anche quelli di un chiodo che nessun altro può sopportare. Versi intensi di chi è vero poeta! Ottima e intensa lettura!

Pagu1 maggio 2015

Pensieri profondi che mi sento di condividere completamente. Poeta è colui che sa elevare la propria vita in segno dell'amore e in nome della bellezza. Non importa saper scrivere perché la vera poesia abita nell'anima. Poi ci sono persone che, come noi, voglio scrivere quello che hanno dentro, ma questo è un discorso a parte. Un lavoro bello e coinvolgente... come sempre direi.