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Uomini 1 maggio 2015 · lettura 1 min · 2417 letture

Pedine

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Ci siamo dimenticati sai, lungo giardini di stagioni nelle nevicate d’inverno in pollini dispersi dal vento. Abbandonati, nelle tristi parvenze: oscenità negate, da fasciature sugli occhi e poi, indisturbati allontanati che quasi l’assenza, fosse ritrovo. Un tempo a termine in questo incastro di forme, compiuto (avvenuto) pedine di un gioco, caduto dal tavolo.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (2)

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piera tola1 maggio 2015

Pedine nella scacchiera della vita, forse. Un bellissimo gioco ma... non sempre si vince o non sempre si perde... si cade si ci rialza... malinconica lirica di profonda riflessione che ci coglie in un particolare stato d'animo.

Anna621 maggio 2015

Queste, più che pedine, sono delle parvenze d'uomini per quel fingersi altro, per quel passare a fianco senza incastrarsi mai dentro altre vite, scivolare sopra la scacchiera indenni o scavalcare usurpando, negando vita ad altri. Ecco che la loro assenza diventa ritrovo, quel riconoscere che il perduto non era altro che una maschera. Non c'è gioco che regga quando si bara. Tutto il male possibile ci viene da noi, sempre, quando scegliamo di restare dentro incastri e ci lasciamo manipolare mutando forma a seconda le convenienze. Lirica che porta a considerare i rapporti umani e ciò che ne deriva