Sei protezioni
Salvo Scamporrino
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All’apparir del cupo inganno
si raggomitolò stretto
non percepì alcun malanno
concentrandosi sul petto
con le palpebre socchiuse
stette un tempo indefinito
solo chiaror di luci soffuse
e un dolce suono pulito.
All’apparir del cupo inganno
verso la Luce gli occhi puntò
stette fermo per non far danno
con rara leggerezza respirò
tutt’intorno il vuoto soltanto
la mente spenta a riposare
soave s’alzò piano il canto
che parte dal cuore per amare.
All’apparir del cupo inganno
fiorì l’Esistere in muti prati
consapevole del proprio rango
si cosparse di petali profumati
poi scomparve all’improvviso
intonando liriche ed elegie
e riapparve con il suo viso
composto da quantiche energie.
All’apparir del cupo inganno
abbandonò ogn’idea remota
galleggiare sul lago d’autunno
che silente l’inghiottì come trota
così apparve la sua vera natura
nel presente rivolta in se stessa
non più coro ma voce dura
autentica e pura non riflessa.
All’apparir del cupo inganno
si radicò l’immensa fiducia
bastò solo un ingenuo cenno
e ad essa s’affiancò l’audacia
andarono dritti verso il nuovo
raggiunsero il sole e le stelle
fino all’innoccente ritrovo
dove non esistono più folle.
All’apparir del cupo inganno
rimase a fissare un punto
senza fretta e senza affanno
fin quando si sentì pronto
le palpebre socchiuse respirò
ascoltando l’aria scender giù
poi lentamente ritornò
a nuova vita sempre più.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
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