Sogno di primavera

Sante ragnatele le tue mani
mi sfiorano
mi scavano
sprofondano
e l’estasi mi prende
e ti sorprende
beata d’esser dentro
questi agrori
e ogni istante
in me
son fuochi e cori.
Sacrate e consacrate
queste ore
cancellano le pene
e lo splendore
di questo amplesso
nettare ispirato
che vince
col suo forte appagamento
e il cuore mi si blocca
e più non sento.
Divinamente stesa
tra due ali
sono l’agnello
volto al sacrificio
e dolce
come ambrosia
scende in me
il paradiso tantrico
appagato
che benedice e s’agita
infernale
e il mio piacere
s’alza celestiale.
©
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