Mia madre
Si sedeva alla sera
sulla pietra della corte,
non aveva più niente da dare,
dava solo i suoi ricordi.
La prima degli undici
figli del nonno mio
e undici fratelli
eravamo noi suoi figli
e poi i nipoti, tanti.
Mai sola a ricevere,
sempre sola a dare:
Ha vissuto di fede
in stato di preghiera.
Solo da vecchia
aveva il tempo
di guardare le stelle
e di immaginarsi lassù
il suo Dio che l'aspettava.
Non poteva ammalarsi,
non poteva stancarsi,
doveva essere sempre
una voce: chiara, forte
e dolce e piena di amore.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (1)
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Marial5 maggio 2015
Questi versi meritano un plauso che parte dal cuore, avvolgono come il caldo abbraccio della mamma, imprigionano il pensiero in sentieri di ricordi, in canti gioiosi, racchiudono sentimenti di amore, di generosità...E fanno meditare e commuovere. Bellissima dedica che sento intimamente. Grazie!
