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Introspezione 6 maggio 2015 · lettura 1 min · 3432 letture

Spleen

Anna Di Principe 603 poesie pubblicate
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Quando languida m'attardo su scalfiti scogli a sognar opaca e obliata, avvolta dall'incessante pioggia è Spleen. Di maligna bellezza lieve e triste brulica, diafana carne scava nelle vene spezzate scivola. Equilibrio precario germina allegria e screpolature alla radice. - Luce e buio- Silenzio! Anguste e lunghe ore il cuor mio flagellano, morbido torpore. A lenire malinconia nessun medicamento. Nessuna cura a placar dell'oscuro spasimo lo scorrere. E' Spleen la mia esistenza!
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L'autore
Anna Di Principe

Amo la poesia ,perché rompe le regole della scrittura e allarga orizzonti mai esplorati... la poesia è rivoluzionaria, perché mette in gioco l'ordine costituito ... amo la poesia , perché mi dà la possibilità di utilizzare la lingua in modo creativo , di esprimere sentimenti e percezioni attraverso le parole ,giocando

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Commenti (13)

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zani carlo6 maggio 2015

E a chi non capitano momenti di malinconia... pura e semplice... questa poesia ripercorre situazioni e luoghi che la rappresentano anche troppo bene. La chiusura molto forte e significativa non lascia dubbi.

chrysalis6 maggio 2015

La malinconia, a volte, ci prende per mano... ma poi discretamente si allontana, questo è il mio augurio.

Rosetta Sacchi6 maggio 2015

Non semplice tristezza che si riflette sulla condizione umana, ma è l’avvertire quel “disagio” esistenziale, che appartiene alla sensibilità poetica. Così come avviene nel decadentismo, la poetessa descrive in versi molto intensi, gli effetti di un’angoscia esistenziale, dalla quale è impossibile sfuggire. Il tono della poesia conferisce al sentimento analizzato la concretezza di un male che è anche fisico oltre che psicologico. Belle le immagini e la chiusa. Un ottimo lavoro!

piera tola6 maggio 2015

Charles Baudelaire... uno stato interiore che molti di noi provano ed ognuno supera, se ci riesce, a modo proprio può anche divenir una scelta di vita, sempre al limite quando si decide che non esiste cura... perché spleen è l'esistenza.

Grazia Denaro6 maggio 2015

Più che malinconia è male fisico e dell'anima. E' l'esistenza che è pregna di dolore. La poetessa in questi versi lo fa ben trasparire questo mal di vivere che non dona mai pace e serenità. Splendida lirica ricca d'immagini che si attengono al proprio sentire. Il mio plauso!

Donato Leo6 maggio 2015

Versi tristi e malinconici che sfociano nel dolore, per un vivere irrequieto. Molto bella la chiusa.

Sara Acireale6 maggio 2015

Penso sia capitato a tutti di avere momenti di sottile malinconia, quasi come se l'esistenza fosse diventata opaca, senza luce e nemmeno brillantezza. I poeti provano (più degli altri) questo spleen, questo pieno di malinconia perché si rendono conto della precarietà esistenziale.

Cristiano De Marchi6 maggio 2015

La malinconia imperterrita predomina... l'oblio di un tempo, lo Spleen appunto... L'alternarsi tra chiaroscuri tempi di una vita, tra luce e buio, tra le ore trascorse nel torpore... ma ritengo ore produttive per l'estro poetico. L'esistenza, ignota ma di grande impatto, "violenta" nell'animo del poeta. La grande forza e l'intensità dei versi fanno di questa poesia un piccolo capolavoro. Ottima lettura!

Azar Rudif7 maggio 2015

Riflettere su se stessi con uno spirito di malinconia induce a contrapporre il nostro Io con l'esterno, con il mondo e ad avvertire quella sensazione di distacco tra noi ed il mondo dovuta all'incomprensione o alla noia di vivere. Luce e buio - Silenzio è il punto centrale di questa poesia ed è il cardine di questa sensazione che scatena in alcuni malinconia e abbandono in quanto si sentono impotenti di fronte ad una visione pessimistica della realtà ed in altri induce ad una riflessione che porta alla ribellione. Questi versi terminano con una situazione di stasi come di un lasciarsi andare in questo fiume di malinconiche interpretazioni e visioni, ma la consapevolezza di questo stato presagisce un moto di ribellione.

Pagu7 maggio 2015

Vincere la malinconia è sempre un'impresa assai ardua. La poetessa evidenzia questo stato con versi precisi e intensi. Mi piace il suo metodo di analisi, sempre profondo, di grande impatto e spessore psicologico. I suoi versi si spingono in territori importanti, per nulla comuni e alla fine si impara sempre qualcosa. Ottimo lavoro, bella idea. Un poetare grandioso.

Eolo8 maggio 2015

La malinconia è compagna della nostra vita, male dell'anima, tristezza intrinseca dell'esistenza che sovente flagella il cuore. Opera di grande introspezione che culmina in una chiusa che incanta. Il mio plauso

Francesco Rossi10 maggio 2015

Un verseggiare ricco, io sposterei l'attenzione non tanto sulla malinconia che è palpabile dalla poetica ma nello scavare, tra vene spezzate; ecco che pure il dolore diventa presenza e la melanconia viene messa in secondo piano rispetto a una poetica che apre in modo inequivocabile alla percezione.

Rosanna Peruzzi19 settembre 2016

Charles Baudelaire... e la noia, male peggiore che si nutre dell'anima dell'uomo, questo descrive in wuesti stupendi versi la brava autrice. Complimenti