Fiori d’acciaio
Veronica F
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è quel vociare
di rondini al primo mattino
che non irrita l’udito che nulla vuol sentire,
come le risate argentine dei bambini all’uscita di scuola,
come il sussurro di un t’amo tra le ciglia umide,
è quel rosa delicatamente verniciato
che sfuma le nuvole nere davanti agli occhi,
se non fosse per questo
dimenticherei che è primavera,
inutili richiami
da una strada d’asfalto rivestito da un tappeto smeraldo
rimbalzano sulla porta chiusa del mio mondo,
alberi stecchiti accolgono rivoli di linfa
germogli tenacemente aggrappati ai rami,
preannunciano profumi di fiori che non amo
come voler parlarmi di vita
che ha ancora tante cose da fare e da dire,
dove non c’è che un passato stagnante
e milioni di parole morte e sepolte,
un vento gentile respinge raffiche rabbiose,
l’inverno può fare un passo indietro
ma resta inchiodato al suolo,
ed il tepore si espande in un cielo cobalto
di un irreale tempo incipriato come un pierrot,
dietro la maschera restano due gocce
che hanno bucato il domani di amarezza,
restano vecchi i miei giorni,
ore mummificate dall’assenza del tuo respiro
si sono posate pian piano sul tetto dell’anima
bruciando il sole con i riflessi della sua vita spenta,
resta il silenzio e tanto buio,
c’è uno scialle rosicchiato dal dolore buttato sulla sedia
che non riesce a riscaldarmi il cuore,
il conforto del tuo abbraccio si perde
nel raggelante battito della morte che mi parla di te
©
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Commenti (1)
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Patrizia Cosenza8 maggio 2015
Una dedica molto bella scritta con il cuore è il vero amore per la mamma . sembra quasi scirtta per me ... solo chi ha un vuoto cosi grande riesce a percepire il dolore degli altri ... un abbraccio a tutti i Fiori d'acciaio

