Ribelle alla Forza

Nasco a Brescia nel marzo 1970 verso la fine(28) e vivo attualmente in un ridente paesino della franciacorta:Fantecolo(provaglio d'iseo),una ridente frazione collinare di 500 anime. Faccio di professione il commerciante Ho da poco intrapreso una mia piccola missione: quella di mettere per iscritto quello che mi ba
Commenti (9)
Si hai ragione, la violenza gratuita mi fa proprio arrabbiare, condivido in pieno le tua parole. Complimenti
Violenza, follia, una forma di ribellione frutto solo di crudeltà, questa la denuncia chiara, forte dei versi dell’autore. La conclusione non può essere diversa: “chi non teme di lasciare tracce/forse non ha proprio nulla da dire…”
Denuncia e rabbia connotano questi versi di grande spessore ...un moto dell'animo nei confronti di coloro che sotto l'egida di una manifestazione "falsamente " pacifica protestano in modo violento, distruggendo tanto per dar sfogo alla loro imbecillità e inciviltà. Nessun ideale propositivo e moralità sorregge il loro vissuto... Molto apprezzato il testo, che, di certo, viaggia sugli stessi binari di milioni di gente comune. Si ravvisa una notevole tensione e ardore, che rende molto efficace l'intero versificare . Plauso al poeta!
Ribellione e rabbia lasciano amareggiato persone sensibili... versi incisivi e pieni di verità. .molto apprezzata
Spesso quello che appare non è sempre quello giusto, la protesta pacifica, un punto forte che vuole parlare al mondo, dialogo che fa paura e intralcia, allora perché non cercare di innescare quella zizzania che induce a zittire un megafono non ben visto? Poi dare voce a quel ragazzo che non sapeva nemmeno di essere un povero pirla, strumentalizzato subito per far passare giovani tutti insulsi e senza valore... Non credo sia così, la protesta pacifica che era programmata non voleva certo quello sfacelo, ma bensì dire che il cibo non si vende e la Terra ormai è arrivata ad un punto di non ritorno... Peccato per quei giovani che il futuro è a rischio...
Solita domanda: Cui prodest? LA solita banda ben organizzata e militarmente efficiente che compare ogni volta che si toccano interessi di multinazionali e c'è qualcuno che cerca di protestare civilmente e di dire la verità su un avvenimento, sul fatto che il cibo non può essere manipolato geneticamente, che l'expo (in questo caso) è costato troppo. Risultato di tale violenza organizzata è l'impossibilità di parlare e di far parlare chi vuol dire la verità a danno di multinazionali e globalizzatori.
Dice bene l'autore... " schegge impazzite contrarie..." questo è l'emblema di un risultato inetto, scontato, insulso, privo di ogni capacità umana e morale. Si sa che l'odio porta odio, che la violenza porta violenza, ma per chi e per cosa? Sembrano umanoidi impazziti, figli di un'apocalisse mai giunta, sembrano e forse lo sono. Membri di un mondo avverso (solo a loro) senza un sapere e senza un perchè, paragonabili a fluttuanti fogli di carta straccia, utili solo a far fogli di carta riciclata. La natura apprezzerà.
La violenza è un grosso errore, il modo sbagliato per affermarsi. Il poeta ci conduce verso le sue idee, che poi sono verità, con versi ispirati e ben costruiti. Un lavoro che condivido e che sento molto sulla pelle. Ottimo.
non sono contraria alla protesta che reca sempre messaggi intrinsechi da ascoltare e non sottovalutare. La violenza nulla ha a che vedere con il manifestare il proprio dissenso. E'solo voglia di sfogare i propri istinti più incivili e crudeli, voglia di distruggere tanto per distruggere. Testo condiviso, sempre molto attento.









