Finestra del dolore
Peppe Cassese
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Finestra del dolore
vento dei miei anni
tu soffi indifferente
portato dal tuo mondo e dagli affanni
fissati sulla tela impreparata
con l’ultima beffarda serenata.
La gente mia tiranna
non cambia non si adatta
ma predica la sorte
e corre a ricavare dal mio niente
il grido di un futuro generoso
sul bordo di un altare coleroso.
E s’agita confusa
per noia e per riflesso
e viaggia inversamente
decisa a rimandare il giorno avanti
sicura che la strada forse vera
è quella che si incontra in una sfera.
Finestra del dolore
rimani ancora chiusa
lontano dal tuo mondo illanguidito.
Non stare sopra l’aia della mia terra
con tutta la bufera a razzolare
e lasciami il cortile per giocare.
©
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (2)
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Francesco Rossi10 maggio 2015
Determinazione nell'espressione poetica che apre alla percezione viva e attenta da parte del lettore.
Daniela Zarriello11 maggio 2015
una lirica intensa e graffiante quella che ci propone il pungente e ironico autore. Affrontare le difficoltà e i dolori della vita con una supestiziosa divinazione, aspettando di conoscere sempre un possibile futuro per agire e rimandare non serve a sgombrare la strada... non fasciarsi la testa prima di vivere... il presente va vissuto, amato e giocato ora. La vita è sempre bellissima, nonostante tutto.


