Il giardino sul lago
Nascosto ai turisti obbiettivi
tra le strettoie della mia amata Cernobbio,
andando contro il riflesso del Lario,
esiste un luogo silenzioso
bello come l'aurora
e curato da un vecchio nobile sogno.
Esso diviene il mio passatempo
quando la musa,
adornata di fiori,
si presenta quella volta all'anno,
così che di lei
si possa far arte.
Allora mi reco al Giardin della Valle,
cercando l'amore tra i respiri del verde,
cantando Lorca a teatral tono
o ricercando in una rete senz'acqua,
che lascia in pace i pacifici pesci,
nuovi nomi da elogiare
nei miei poemi gentili e discreti,
mentre
cammino tra esili panche,
sistemate strategicamente,
per far seder serena la cecità degli amanti.
E fumo come se mi salvasse la vita,
mentre tra le sinistre dita
tengo opere d'arte,
composizioni di carta ed inchiostro,
che dan dipendenza al mio sguardo
e dall'altra parte,
la mano destra,
autonoma dagli ordini del corpo,
va narrando a fluidi ondeggi
la voce cantante dei fogli,
seguendo movimenti degni
d'un maestro d'orchestra.
©
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