Al sorgere del sole
You Don’t Know Me
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nella foschia che scopre i denti
l'onda diventava muro
prima di percuotere l'orizzonte
c'erano silenzi cavalcati dai marosi
e onde lunghe
fino ai confini degli abissi
dove il corpo nella rena
si nascondeva
squame lucenti bionde chiome
e quel rancore sordo
intriso nella pelle
trasudava veleno
soffiato dalle sue labbra
il canto si perdeva dove il buio
sconfigge la luce
nelle tenebre dove
lei era regina
le note come lame nel buio
fendendo l'onda
salivano in superficie
a scoperchiare le nubi
del grigio manto
gonfiò le vesti il vento
urlò la tempesta
l'acqua salì alla gola
si spense il canto
lo sciabordio continuo
cullò il corpo
nel sonno eterno
divenne notte
- al sorgere del sole -
la trovarono sullo scoglio
con una conchiglia in mano
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (2)
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Francesco Rossi14 maggio 2015
Nel sonno eterno vengono racchiuse le palpabili sensazioni che questa poetica offre in modo fantasioso e fantastico.
Daniela Zarriello15 maggio 2015
Una intensa lirica da leggere con trasporto. La morte che ghermisce la giovinezza, come fiore reciso nel momento della sua esaltante fioritura... il ricordo e l'emozione vola ad una bellissima canzone di De Andrè...sempra quasi che troppa bellezza spaventi la vita e sia destinata prima del tempo alla morte gelosa...


