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Amore 15 maggio 2015 · lettura 1 min · 2482 letture

Solitario brilla

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Al di là del campo fiorito solo e piangente un salice vive, curvi e ritorti i suoi rami proteggono il leggero riposo del mio primo meriggio. Antico amico dalla fitta chioma scrigno segreto di fervidi sogni, d’infiniti versi sei severo custode saggio sepolcro d’amati ricordi. Inciso nel legno solitario brilla quel voto supremo che fu di una sposa, ebbra di notti dal manto stellato aulica cripta dell’ultimo amore. Solitario uomo al tuo cospetto tace mesto soldato con lacrime amare, privo di sogni ubriachi di vento plagia i tuoi rami in perenne dolore. Da solo nel campo di fiori sbiaditi un salice piange al venir della sera, curvi e ritorti i suoi rami ricordano l’eterna promessa dalla guerra recisa.
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Poesia tratta da un racconto di un soldato al ritorno dal fronte che non trovò più la sua amata, deportata in un campo di concentramento. Un salice piangente fu custode per sempre delle loro promesse d’amore. (Foto da Web)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (10)

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chrysalis15 maggio 2015

Meraviglioso albero è il salice piangente, dai rami cosi delicati che accarezzano l'aria, cosi diverso nella sua leggerezza. Albero romantico, direi...

carla composto15 maggio 2015

lirica commovente e sentita bella per contenuto e forma... un salice piangente testimone di un amore cntrastato dagli eventi della guerra ...la mia lode

Pagu15 maggio 2015

Una dolce e tenera malinconia pervade il bel lavoro del poeta... promesse d'amore che la vita non ha mantenuto, dolore per le tante aspettative deluse. Il poeta ci rende partecipe di tutto questo attraverso versi ricercati e musicali che evidenziano la ricchezza di questa poesia, ricchezza a livello linguistico e per la profonda sensibilità che si avverte ovunque. Un grande componimento. Complimenti.

Grazia La Gatta15 maggio 2015

Bella e tenerissima lirica, ben verseggiata e piacevole alla lettura. Piaciuto molto il tema scelto, di ottima esposizione. Apprezzata.

zani carlo15 maggio 2015

Storia commovente ...e magistrale interpretazione di un sogno d'amore spezzato dalla guerra che non risparmia niente e nessuno... Quel salice... simbolo di malinconia e struggente testimone del ritorno di un soldato rimane l'unica luce... il ricordo... che non vuol morire nonostante tutto... Poesia drammatica e molto... molto bella.

Anna Di Principe15 maggio 2015

Il ricordo è l'artefice primo di una vis ispirativa con venature commoventi e malinconiche... Di grande valenza l'immagine del salice con i suoi rami curvi e ritorti... il salice custode dell'antico amore tra un soldato e la sua amata e di un sogno infranto dalla violenza della guerra. Poesia compatta e coinvolgente, come lo sono tutte le opere del bravo De Marchi. Plauso!

Rosetta Sacchi15 maggio 2015

Mi chiedo perché proprio un salice piangente debba essere testimone di promesse d’amore infrante, un salice che brilla solitario nel cielo, custode di segreti e sogni e ricordi. Un abete, un pino, un pioppo, una quercia, non potevano fare ugualmente. Il salice è il protagonista di questo racconto in versi, pare quasi che la storia stessa assuma un’importanza secondaria di fronte al salice che si “umanizza”, con rami curvi e ritorti abbraccia tutta la sofferenza per l’amore crudelmente strappato, e a sera si china quasi in preghiera come a voler placare quel perenne dolore. I versi del poeta sono malinconici e commoventi e delicati quasi discreti, rispettosi nel proteggere quel leggero riposo del primo meriggio.

Selene Rossi15 maggio 2015

Malinconica ma bella, dolcissima e commovente lirica nella quale un salice piangente custodisce il ricordo di un antico amore tra un soldato e la sua amata che la vita ha contrastato, ma il ricordo rimane eterno. Poesia scritta magistralmente, con sensibilità, tenerezza, malinconia, commozione. Entra nel cuore di chi la legge come tutte le poesie di Cristiano vero poeta. Molto Molto Bella. Elogio!

piera tola15 maggio 2015

Tristemente e malincinicamente bella questa lirica... letta con gusto ricca di chiare immagini. Il salice che già è un pianto, diventa insostenibile, per chi vi ha riposto sotto le fronde la speranza... quando al ritorno vi troverà un'amava verità invece dell'amata strappata alla carne.

Angela Schembri26 maggio 2015

Un amore che non svanirà mai, custodito da quel salice piangente testimone di una intensa storia d'amore ed ancora vivo nel cuore anche se reciso dalla crudeltà della guerra. Un grido soffocato, infine, esce dall'animo del lettore alla chiusa di questa emozionante lettura. Coinvolgente, affascinante e triste poesia piena di nostalgia d'amore.