Memorie
Giorgia Spurio
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Mancano le parole.
Muoiono le sembianze e le ombre.
Appassiscono i raggi e i soli.
Mancano i canti e i cantanti.
Muoiono gli abiti bianchi, sporchi di vino.
Appassiscono le bici, sulla collina, tra il grano.
Mancano le mani.
Muoiono le lacrime e i sorrisi.
Appassiscono persino le poesie e le promesse.
Come la biscia sull’arido e l’incombente
e non urla nemmeno il vento
tra i tunnel e le gallerie
degli uomini stremati sotto il peso delle proprie ossa.
E cade... la statua del nostro rimpianto,
il tonfo che gli alberi con le radici e il pensiero
cercano di nascondere.
E cade... il dolore che le donne perdono
e svengono,
e l’uomo la raccoglierà, e l’uomo la consolerà,
e le chitarre suoneranno... l’uomo che guarda il giorno
dove il sole illumina il candore dei baffi.
E lui l’abbraccerà al filo dell’orizzonte,
alle colline delle ali addormentate,
e lei di nuovo giovane si ritroverà
tra le braccia, tra un sogno e un ricordo.
Tra le spighe e le spine,
rose e papavero,
tra la sabbia e la neve,
incastrata lì, come il cameo al collo.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Rita Minniti28 maggio 2015
Memorie descritte egregiamente con estrema bellezza di espressione. Ogni strofa trova il giusto epilogo in una forte riflessione, dando al lettore una spinta emozionale incredibile, là dove il pensiero dell'autrice si spalma senza sbavature alcune e con una spiccata bravura letterale. Non ci si può che inchinare davanti a tanta poesia.

