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Morte 16 maggio 2015 · lettura 3 min · 1189 letture

Implorazione di un MALATO TERMINALE

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Quel Signore del Piano di Sopra che ritengono buono ed eterno, di cui tutti ne parlano bene, ...m’ha costretto a una vita d’inferno! Sto lottando da più di sei mesi contro un morbo chiamato "tumore" che mi uccide ogni giorno che passa! L’ho pregato con tutto il mio cuore, ma Lui sordo ad ogni richiesta se ne infischia del mio patimento, non ascolta il mio trepido pianto e non vede il mio folle tormento! Si nasconde al di là delle nubi dove il cielo sparisce alla vista, dove tutto risulta un mistero, una sorta di Genio egoista! Io posseggo soltanto i miei figli e una dolce, fedele consorte, perché mai m’ha costretto a soffrire? Per gettarmi, poi, in braccio alla morte? Non ho fatto del male a nessuno e mi son dimostrato cristiano con un cuore disposto all’amore ed un animo giusto ed umano. Il passato mi torna alla mente, come un fiume trascina ogni cosa, il ricordo più bello e pungente, come spada mordace, furiosa, mi tempesta il cervello, incessante. E’ il dolore che lascia stremati, ma durante i miei anni trascorsi ho lasciato dei segni pregiati nel cammino fin qui transitato. Però adesso non voglio morire è per questo che prego il Signore che mi faccia al più presto guarire! Glielo chiedo in ginocchio: "Buon Dio, Tu che vedi ogni cosa nel mondo, guarda pure quest’uomo che implora la Tua grazia, son già moribondo! Non lasciare che io mi consumi sino all’ultimo giorno nel pianto, intervieni! Con il Tuo Potere puoi cambiare il mio fisico affranto in un corpo più sano e vitale, su, Ti prego! Fai subito un gesto ed il morbo si scioglie all’istante, così pure il futuro funesto! " Ho aspettato che Tu rispondessi, non Ti sei dimostrato indulgente ed allora ho capito, ... hai deciso! La mia vita è finita! ... E’ avvilente, ho creduto da sempre e con gioia al Signore del Piano di Sopra ed invece sto peggio di prima ..., la mia anima è già sottosopra! E pensare che son sempre stato un brav’uomo sincero e gentile, ma son stato premiato in un modo ch’è davvero spietato e scurrile! Non mi resta che il pianto accorato dei miei figli e della consorte, sento il cuore che batte indolente ...! Sta arrivando, ... impietosa, ... la Morte!
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Quando si arriva al momento ferale ci si appiglia ad ogni filo di speranza, anche se si è coscienti della fase finale in cui tutto sparirà per sempre intorno a noi. Sono sensazioni disperate che l'uomo, anche il più arrogante, sente arrivare giorno per giorno in un contesto infinitamente lugubre. Purtroppo il morbo più crudele di questa terra non perdona e quando si arriva alla disperazione più totale ci si rivolge sempre a Dio come ultima àncora di salvezza e di umana speranza.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (3)

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Annamaria Gennaioli16 maggio 2015

Quando il momento della dipartita arriva l'uomo si attacca a qualcosa pur di credere per ottenere ancora qualche spiraglio di vita, un alito che lo faccia restare per condividere qualcosa che non ha fatto prima, di poter correggere errori oppure rimpianti, qualcosa di incompiuto, ma inesorabile il fato prende sempre il soppravvento e nulla il piangere serve o il pregare, l'ora fatale di un male criento che oggi dilania molti, un morbo che solo l'uomo consapevole di quello che fa traendone le conseguenze . Dio c'entra poco sia se credi o non credi, il libero arbitrio all'uomo, il pensare, lo scindere il bene dal male, solo che alla fine anche chi non ha fatto danni, ma è solo vittima, non può fare nulla solo accettare la realtà.

carla composto16 maggio 2015

inizio e fine per tutti... questo non si accetta ... purtroppo non c'é età é una malattia che non perdona ...allora ci si rivolge al Signore del piano di sopra ci si attacca a qualsiasi appiglio... versi che arrivano al cuore... toccanti e veri il mio encomio

Sara Acireale16 maggio 2015

Il problema è che "il Signore del piano di sopra" non c'entra niente con i tumori, con le malattie di questo genere che portano alla disperazione e alla morte. Oggi i tumori aumentano perché si mangia male, non c'è rispetto per l'ambiente, tutto è diventato nocivo, inquinato. Dicono che un'altra causa dei tumori può essere anche lo stress (bisogna dunque cambiare stile di vita). Sono tant i fattori e, poiché morire si deve, perché non dare a questi ESSERI UMANI il conforto di una morte dolce e accettabile? Penso che anche il signore del piano di sopra sarebbe d'accordo. E invece no, si preferisce fare soffrire in modo disumano, invece di abbreviare la sofferenza, con un gesto di umana pietà