Oltre alle soglie del vivere
massimo turbi
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oltre alle soglie del vivere
mendicai come uno zingaro
brandelli d'amore
allargando le braccia
con un cartello scritto con il sangue -amami-
con la testa e lo spirito sotto i piedi
mi rifugiai spesso nelle antiche chiese
dove nel buio suonai organi ottocenteschi
per richiamare l'attenzione del cuore
che piangeva lungo le finestre
quando sognai la bella luna distesa
sulle colline oramai mangiate
dall'uomo cacciatore
crebbi con la testa tra le nuvole
e lo sguardo spento
di chi è sempre nel lutto
sentendomi solo anche in mezzo alla follia
che non ascoltava la voce sorda di commozioni
crebbi con la voglia di andare contro
sempre verso tutti e verso di me
che non amavo ascoltarmi
quando non piangevo lungo la navata
dove vi era mia madre che dormiva
accanto a me
crebbi con la voglia di ritagliarmi
un pezzettino di vita dopo tanta paura di non riuscire
dopo mille anni di un matrimonio falsato dal perbenismo
incontrai l’amore delle stelle
finalmente uomo che sapeva amare e si sentiva amato
dall’amore sublime dell 'immenso ardore infinito
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massimo turbi
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