Dei Soliti Turbamenti
Solitarie notti
il solito gufo alla finestra
a scandire il tempo,
gli uomini son come la neve sai?
Cento ne cadono e uno ne resta.
Oramai abbiamo bisogno d'essere
un po' fuori di noi
per sentirci ancora vivi,
permani intaccabile
in un continuo sogno infinito;
gocce sulle finestre
difficile capire chi mai stia piangendo
se la vita sembra esser triste
per chi imperterrito
non vuol illuder se stesso.
E ricordo ancor quell'inverno
che mai fu tanto caldo
di sciatte prose,
altrettante fantasie,
e tanto sul monte impervia
a sillabici distacchi libertà
concessa in uno sguardo
o parola funesta
che io miserabile uomo
più non riesco a ricordare;
eppur nel mattino vigile
gli uccelli sembrano ricordarmi
la poesia del tuo parlato,
nelle sere fredde
le stelle ancor paiono
acquietar il buio tetro
della tua mancanza.
Un altro giorno
dove tutti sembrano sorridere
sopra la cera
della propria sofferenza,
ma viver nell'infelicità non mi garba
tanto che nell'altrui sorriso
sempre ritroverò
l'inafferabile mio benessere.
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Biografia: il mio nome e cognome ha in comune un "avi" dunque fin da piccolo vivo nella convinzione di essere un file in formato audio/video; oibò la ricezione streaming non è poi così male seppur spesso laggo. End & Rewind, Have Fun!
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