"Fiori appassiti"
Stefano Drakul Canepa
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Il tempo dell'attesa era buio
un peltro nero
con il riflesso dei giorni
che restavano privi di luce
E giungevano a sera
in un vago respiro di cenere
quasi polvere di terra
consacrata ai dubbi dell'estate
Stagione in divenire
esitata con i mattini sporchi
di nuvola e rabbia
eredità delle speranze d'inverno
Il vento del perdono era luce
quasi nebbia opaca
disegnata sui vecchi vetri
ricordo dei germogli lontani
Che avevano sussurrato
Fiori ormai appassiti.
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Stefano Drakul Canepa
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