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Riflessioni 24 maggio 2015 · lettura 1 min · 1954 letture

Dov’eri?

Paola Vigilante 219 poesie pubblicate
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Dov’erano i tuoi occhi, quando non ascoltavano i miei improvvisi silenzi, quando nella bruma della mattina le mie angosce si perdevano dietro il ticchettio della pioggia sui vetri? Dov’erano le tue mani quando a cingermi era soltanto il mio tormento, quando anelavo ad una carezza a sfiorarmi il viso mentre gocce salate lo graffiavano all’improvviso? Dov’era la tua voce quando sarebbe bastata una sola parola, a non farmi sentire così infinitamente sola e preda inconsapevole di questa misteriosa paura? Perché ti parlavo e non mi ascoltavi, in cos’altro erano immersi i tuoi pensieri? Dov’eri quando ho preso la valigia, ho chiuso la porta e me ne sono andata, come mai non mi hai tenuto con te quando ancora c’era il tempo; ormai è tardi, riprendo con forza la mia vita, non la farò più sfuggire tra le dita.
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Poesia posizionata al 5° posto nel Concorso Nazionale di Poesia "Urlo e non mi senti".

L'autore
Paola Vigilante

Sono nata a Roma nel febbraio del 1969. Scrivo per ascoltare e far parlare la mia anima, il mio cuore, per trasmettere e comunicare. Credo che la poesia sia un’ottima forma di condivisione di pensieri, sensazioni, emozioni, vita vissuta o solo sognata. Mi infonde gioia il pensare di poter condividere tutto ciò attrave

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Commenti (5)

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Cinzia Gargiulo24 maggio 2015

Versi che trasmettono tutta l'amarezza di non essere stata ascoltata da chi occupava un posto importante nella propria vita al punto da decidere di chiudere quella relazione, anche se questa decisione può essere costata molto. Molto apprezzata.

Sara Acireale24 maggio 2015

DOV'ERI? È un urlo, una rivolta. È insita l'amarezza della Poetessa di essere stata lasciata sola quando più c'era bisogno di aiuto, di essere trattenuta, di una parola di conforto. Il vero amico è colui che nel momento del bisogno c'è, quando tutti voltano le spalle fa sentire il calore della sua presenza. Appunto per questo resterà l'amaro in bocca di essere stata abbandonata quando più era necessario essere trattenuta... Forma scorrevole per un argomento interessante...

Annamaria Gennaioli25 maggio 2015

Quando le ferite sanguinano e il dolore inciampa dentro silenzi che nessuno vuole vedere, anche la solitudine si ferma a guardare, sbigottita si allontana e vuole solo riemergere per vivere ancora e quelle ferite che guariranno e diventeranno cicatrici, monito di un ricordo perenne, per non sbagliare ancora...

Giacomo Scimonelli25 maggio 2015

sicuramente si era arrivati alla fine della storia ... rendersi conto e reagire per salvare se stessi evita tormenti e dolori che annientano... momenti che porteranno ulteriore linfa... la fine di un amore inizia proprio dai silenzi... condivido e apprezzo la sincerità e l'intensità di ogni singolo verso

Enrico Baiocchi28 maggio 2015

Interrogativi a cui risponde l'anima ferita, un castello di sabbia che crolla scoprendo nei suoi sotterranei quelle speranze e quelle illusioni mal riposte, ed insieme crollano le certezze che avevano sorretto una storia senza futuro. Una lirica tanto rabbiosa quanto impietosa nella consapevolezza di aver smarrito un sogno.