Il Papiro

Nasco a Brescia nel marzo 1970 verso la fine(28) e vivo attualmente in un ridente paesino della franciacorta:Fantecolo(provaglio d'iseo),una ridente frazione collinare di 500 anime. Faccio di professione il commerciante Ho da poco intrapreso una mia piccola missione: quella di mettere per iscritto quello che mi ba
Commenti (9)
Sentirsi papiro inutile rende meno lieti di essere accorti al vivere. Belle metafore. Bella lirica. Complimenti
Una trsite realtà , quella di non essere nulla, tutto intorno degrado, invece ognuno di noi è importante e quella carta un semplice papiro che sconfina fuori dal tempo ed è sempre presente e un giorno qualcuno, semplice indivisuo che crede ancora nell'attimo scandito, leggerà e vivraà per sempre quel ricordo...
una nullità... non ci si rende conto della nostra caducità ed il poeta nella su sensibilità ci regala questa metafora... del papiro o Canone regio, dove gli Egizi scrivevano le gestal, unghi elenchi di tesori... proprio pe immortalare la loro importanza anche oltre il tempo... la mia lode sincera...
Il poeta riesce sempre a sorprendere il lettore ... ormai è tutto superficiale e non si guarda ai nostri piedi la povera gente ranichiata su se stessa il potente ha sempre fatto manifestazioni di grandezza nel passato il papiro a testimonianza grande manifesto di richezza ora sono i media che non si fermano davanti ai poveri ma ricchi di dignità... complimenti
Belle metafore in questo nuovo lavoro del bravo poeta, che riesce sempre a stupire, per originalità ed elevata capacità riflessiva. Versi sempre profondi che rivisitano memorie passate e ci offrono una ricca testimonianza di frammenti di storia.
Riflessione amara e vera sulla nostra realtà umana e sulla realtà storica che viviamo la quale, se possibile, ha messo ancora più in luce la nostra pochezza... la capacità che abbiamo di non saperci davvero evolvere se non nel solo vuoto apparire ma non nella profonda spiritualità che dovrebbe distinguere la nostra specie...
Il paradosso che viviamo nella nostra società è il torpore in cui sono caduti numerosi cittadini di fronte all'arroganza e prepotenza della classe dominante (secondo la teoria della rana) . Il riferimento al papiro che fa il bravo poeta è calzante... non si può accettare il malcostume e la corruzione a discapito di chi vive di poco o quasi di nulla . E' una lirica che denuncia la pochezza della moltitudine imbolsita, che non sa guardare oltre la propria vanità. Versi appassionati e nel contempo dolenti che ben rappresentano la nostra storia attuale. Ottimo lavoro ...plauso al poeta!
Quanto nulla ci circonda... sembra che gli antichi valori siano in disuso. Una riflessione intensa e ricca, visioni che il poeta ci descrive e che a noi sembrano fatti lontani senza capire che le distanze non esistono e che quello che leggiamo è la realtà. Un lavoro che va letto e meditato con attenzione.
Piacevole e illuminante questa riflesione intensa del poeta, originale e ben strutturata con l'elemento del papiro forte di una ridondanza storica... è vero e condivido la nota... L'uomo e la sua pochezza sono disarmanti. Un'ottima ricerca culturale pervade questi versi, attenta e impegnata deve essere la lettura! Un grande apprezzamento per questo lavoro!









