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Impressioni 27 maggio 2015 · lettura 4 min · 1096 letture

Ode a una Tempesta di Sogni

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Oh tu, Tempesta, tu, oh insoluta furia del ciel che notturno si geme, tu, che i miei sogni a rianimar ne vieni, Temporale del sonno, il che sogghigni nel mare oscuro della Luna bionda, oh Norna antica, che il Fato proclami, non hai di me pietà? Oh tu, che proclami i miei irrequieti spiri e l’insoluta Vita, e che gridi al volto d’una bionda folgore, oh tu, che ascolti un cuor che geme, e che tra i tuoni empiamente sogghigni, tetra Valchiria, che furiosa vieni, perché m’afferri? E non ridi, e non vieni a darmi requie? E qual furor proclami?... Così perenne e crudel mi sogghigni! Oh tu, Erinne, oh tu che sei insoluta poiché la pioggia tuttor scende e geme, tu che lampeggi all’orizzonte bionda e che lamenti, grida! E a questa bionda donna nel sogno anonima tu vieni, e in te che muggi, uno spirito or geme, un’anima irrequieta, e tu proclami il suo Destino, il mio, tu, che all’insoluta sferza dei lampi e ai ciel ti sogghigni, tu, che mormori scrosci! A che sogghigni? Irridi forse la fanciulla bionda, nel sogno effigie perenne e insoluta?... Tu, oh impronta nera, che lenta ne vieni e che l’eterno lampeggiar proclami, tu, che sei Morte, l’avello che geme dell’orizzonte oscuro, osso che geme, e che ai miei patimenti ora sogghigni più furiosa, e che cruda a me proclami l’inesistenza della Luna bionda, e che cavalchi i palpiti, oh tu, vieni! E dimmi: «La tua Vita t’è insoluta». Oh tu, fantasma di spene insoluta, il che ne ascolti questo cuor che geme, e che ansimando lampi a me ivi vieni, tu, che perennemente mi sogghigni, e che indarno induci la fanciulla bionda al sogno mio, e l’effimero proclami dell’incubo irrisolto; e che proclami il regno della Notte ormai insoluta, oh tu, irridente del lampo la bionda perfida chioma che scoppia e che geme, e che tra i monti lontani sogghigni, e che al mio letto a piovigginar vieni, presagio cupo che nel sonno vieni, dove tacita e mesta un fior proclami del patimento, tu, che urli e sogghigni alla pupilla tremante e insoluta della mia fronte, e dell’occhio che geme, oh tu, che in cielo tormenti la bionda Luna ch’è specchio di questa più bionda donna sognata, tu, che folle vieni a pizzicarmi il singulto che geme, e che l’invano sperar mi proclami di questa Vita, un’attesa insoluta d’Amore, e che per questo più sogghigni, Furia d’Ecate insana che sogghigni a quest’inconsistente donna bionda, e che non hai mai fine e sei insoluta, tu, o serpe incauta, che ti mostri e vieni a trucidarmi, e che strazio proclami, e che non hai pietà or di lui che geme, oh tu, empio Mostro, che al mio cuor che si geme terribilmente e angosciando sogghigni, e che la febbre immortale proclami, Orco dei Sogni di folgore bionda, tu, che sicario al mio cospetto vieni, quanto sei tu, oh mia Tempesta, insoluta: Vita insoluta d’un sogno alla bionda spene, e tu vieni e sempre mi sogghigni; e mi proclami un dolor, quel che geme.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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