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Impressioni 29 maggio 2015 · lettura 1 min · 1744 letture

Il Caso dimora non a Caso

zani carlo 796 poesie pubblicate
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Tredici non basta diciassette a chi si gratta morde il freno supponenza tradizione indifferenza poi si sciacqua nella melma e non nuota per l'inedia ma fa girar forte la smorfia calderone che non scotta fiammeggiante la scommessa che a stento il saggio la sopporta... nostra madre è l'ignoranza
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Nell'amare la matematica... la logica e l'amore... Un abbraccio a tutti... a presto.

L'autore
zani carlo

Nasco a Brescia nel marzo 1970 verso la fine(28) e vivo attualmente in un ridente paesino della franciacorta:Fantecolo(provaglio d'iseo),una ridente frazione collinare di 500 anime. Faccio di professione il commerciante Ho da poco intrapreso una mia piccola missione: quella di mettere per iscritto quello che mi ba

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Commenti (7)

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carla composto29 maggio 2015

originalissima, vera piena di significato... l'ignoranza una brutta bestia... bravo il poeta anche la nota molto apprezzata

Rosetta Sacchi29 maggio 2015

Tutti i numeri sono uguali e affidare ai numeri le nostre sorti o vedere in essi dei presagi è errato. L’ignoranza cresce dei mostri e se ne subiamo il fascino, resteremo sempre in balìa di essi. Esiste il caso, esistono le coincidenze, ma un tredici o un diciassette non possono modificare i nostri comportamenti. Bravo il poeta ad averlo ben evidenziato nei suoi versi!

Pagu29 maggio 2015

Idea carinissima e ottima risulta essere la costruzione poetica. Con divertimento e ironia l'autore lancia un grido d'allarme nei confronto dell'ignoranza che diventa la reale padrona delle vite di tante persone. Scaramanzia, caso, fortuna e credenze... quante si volte si crede al nulla e mai in se stessi. Bel lavoro.

Anna Di Principe29 maggio 2015

Di fronte alle superstizioni, scaramanzie e credenze popolari si deve retrocedere e capire che il tutto è frutto dell'ignoranza... siamo noi che dobbiamo lavorare su noi stessi per costruire il percorso dell'esistenza e, quindi, mai affidarsi al "caso " .Il poeta ci regala questa nuova gemma del suo ventaglio poetico con ironia e disincanto . Un testo pregevole dal ritmo serrato, da leggere e rileggere. Il mio encomio!

nemesiel29 maggio 2015

Nostra madre è l'ignoranza... Verso finale che risponde al perchè, se mai ce ne fosse bisogno, di certe assurde credenze e stupide, spesso deplorevoli, atteggiamenti e pensieri

Ventola raffaele29 maggio 2015

Lirica molto originale sulle superstizioni e le credenze popolari, letta con grande attenzione e curiosità. Apprezzata.

Cristiano De Marchi30 maggio 2015

La casualità numerica esiste nell'essenza del caso stesso... Tutto è a caso o circondato e guidato da sapiente destino? Forse proprio l'amore si compone di infinite probabilità uniche e irripetibili. Nessuna logica nessuno studio nessuna predominanza matematica... Splendida deduzione poetica coinvolgente e molto vera! Complimenti.