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Introspezione 29 luglio 2007 · lettura 1 min · 2662 letture

Fuga al pomodoro

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Benedetta Cavazza Miciamalvina 655 poesie pubblicate
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Mesta la bocca col braccio asciugavo la mano sul ventre enfiato passavo lo specchio impietoso un immagine densa rimandava con tiepida danza di singhiozzi affannati ancora un estate senza lustrini senza la forza d'essere amata l'anima a briciole stente strisciava l'istinto vitale spegneva l'incendio di gocce di sale diritta la schiena tornava e con un dolce sorriso la vita rientrava sul palmo di mani che leste premevano il succo glorioso di pomodori maturi. E mentre l'aroma bollente s'alzava in esso portava all'Eterno il sospiro che è fuga che è riscatto di una vita che sembra morire di noia ma che invece semina gioia.
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L'autore
Benedetta Cavazza Miciamalvina
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Commenti (1)

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Patrizia Chini30 luglio 2007

crestività, sentimento... una lirica diversa, una fuga attuale di tutti noi che teniamo all'immagine e che a volte siamo in difficoltà per questo... Satira che diverte ma fa anche riflettere.!