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Riflessioni 30 maggio 2015 · lettura 1 min · 2644 letture

Ulisse e le sirene

Anna Di Principe 603 poesie pubblicate
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Sulla calma immota del mare -Ulisse- annodato stai ben stretto all'albero della nave il volto rivolto al cinerino cielo le palpebre serrate tenace tieni . Tu Divino al canto melodioso delle ammalianti due sirene palpebre serrate, sordo, negate le profferte del cuore nel sepolcro marino sprofondano sigillo eterno del perduto amore. Sciolti i lacci la nave scivola sulla corrente sempre più avanti nell'errare e nel continuo patimento, il sogno d'approdare a Itaca mai t'abbandona -Ulisse-. Uomo nel faticoso essere sempre spinto sin dalla culla alla curiosità sempre alla ricerca di nuovi lidi, alla sfida d 'ogni impossibile il tuo tormento è ovunque. L'anima tra lotta e dolore oscilla e si consuma.
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La curiosità da sempre spinge l'essere umano alla conoscenza, così come Ulisse che ritardò di dieci anni il ritorno a Itaca per le peripezie e soste dettate dalla sua voce interiore. Dipinto di Herbert James Draper (1909)

L'autore
Anna Di Principe

Amo la poesia ,perché rompe le regole della scrittura e allarga orizzonti mai esplorati... la poesia è rivoluzionaria, perché mette in gioco l'ordine costituito ... amo la poesia , perché mi dà la possibilità di utilizzare la lingua in modo creativo , di esprimere sentimenti e percezioni attraverso le parole ,giocando

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Commenti (13)

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Cristiano De Marchi30 maggio 2015

Spirito d'avventura nato e innato nell'uomo, spirito che divora il desiderio del nuovo, dell'incognito, del nulla che affascina e ammalia... un canto di sirena forse ci attira verso impervi e nascosti lidi? La poesia di Anna guarda oltre, oltre quei confini del mondo perché sempre "oltre" nasce la conoscenza del proprio essere, in gioco c'è sempre un'anima che inesorabilmente si consuma. Affascinante componimento che evdenzia ancor più l'ottima tecnica poetica. Lavoro sublime!

Umberto De Vita30 maggio 2015

L'autrice con questa bella lirica ha scelto un tema non facile. L'eroe Ulisse e la sua tenacia è ben descritta con dovizia di particolari. Una stesura che affascina il lettore. Complimenti

Grazia Denaro30 maggio 2015

Ulisse uomo impavido e furbo peregrinò per i mari per dieci anni prima di far ritorno ad Itaca, ce lo spiega bene nei suoi aulici versi la poetessa. Uomo che ebbe mille avventure e visitò tante terre e popoli a lui sconosciuti. Una lirica che incanta il lettore nella rivisitazione fatta dall'autrice. Il mio plauso!

carla composto30 maggio 2015

intensa e bella... le avventure di Ulisse mai sazio di conoscenza, sempre pronto a sfidare i suoi limiti, questo potrebbe essere riportato a molti di noi che non si accotentano e tentano di andare oltre il dovuto... lirica ben stilata in un contesto poetico mirabile il mio sincero e sentito apprezzamento alla valente penna...

Rosetta Sacchi30 maggio 2015

La curiosità, a mio parere, è una forma di amore. Amore verso l’esplorazione di lidi ignoti, amore per la conoscenza, amore per l’avventura. E’ così per Ulisse,”spinto sin dalla culla alla curiosità/sempre alla ricerca di nuovi lidi. “ Opera che affascina e intriga questa della Di Principe ed apre ad una riflessione profonda quando dice “L’anima tra lotta e dolore/oscilla e si consuma”.

chrysalis30 maggio 2015

Il lungo viaggio alla ricerca di risposte che, forse, non troveremo mai, un viaggio (quello interiore) che potrebbe non avere mai fine, ma la curiosità è un'alta forma di intelligenza.

Ventola raffaele30 maggio 2015

La vita è curiosità, scoprire e conoscere sempre cose nuove è questo che ci sprona ad essere sempre positivi. Apprezzata.

massimo turbi30 maggio 2015

nemesi d'immenso valore liriche ricolme di lucentezza vibrano sotto l'occhio ucido di chi ti legge, e con il cuore in mano si sente parte della lettura cosi doce e soave

Alberto De Matteis30 maggio 2015

La curiosità nella vita, molto spesso, è indice di amore per la conoscenza e ciò è ben descritto dalla brava Autrice con questa poesia, nel ricordo di Ulisse.

Azar Rudif31 maggio 2015

Conoscere, Sapere, Cercare, Ricercare, Possedere... cosa? Semplice, troppo semplice la risposta: la VERITA'! Non poteva scegliere, l'autrice, esempio migliore se non quello di Ulisse e le Sirene, di un uomo che pur di soddisfare la sua curiosità per la verità, accetta di correre il rischio, di farsi legare ad un palo che rappresenta la verità del suo mondo e di affrontare il canto delle sirene che lo avrebbe portato alla morte. Affronta ciò pur sapendo di soffrire, ma scopre la falsità delle sirene il cui canto non porta a niente e scopre che la sua curiosità per la verità è l'unica cosa valida per lui. Questa è l'essenza degli esseri umani i quali muoiono solo quando toccano la falsità. Bellissima e rabbiosamente condivisa.

Cinzia Gargiulo31 maggio 2015

La metafora di Ulisse che viaggia per anni indica l'uscire da se stessi per imparare a conoscersi per poi ritornare ad Itaca con una nuova consapevolezza di sé. Riflessione ben scritta che coinvolge il lettore, molto apprezzata.

Antonella Garzonio1 giugno 2015

Opera di grande spessore poetico, che affascina. Interessante metafora del viaggio di Ulisse. l'autrice esprime l'innato desiderio verso la scoperta dell'ignoto, verso l'essenza di verità.Lo spirito di ricerca, l'avventura, anima l'uomo che si è sempre spinto verso l'impossibile per ampliare le proprie conoscenze, accettando ad ogni buon conto i rischi che ne derivano. Un ottimo lavoro complimenti.

Rosita Bottigliero26 settembre 2015

"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza" . Dante Alighieri così diceva di Ulisse. La conoscenza e la curiosità riesce a primeggiare. Versi molto belli. Complimenti