S'ode di lontano
S'ode di lontano il ronzante rumore del mare.
S'ode di lontano della città l'irritante voce.
Tu, piccola bianca casupola, sul colle stai,
contemplando degli uccelli nell'aprico ciel il volo.
Tu, solo abitante, dall'amara finestra il mondo
guardi dolente il petto.
Chi mai dal tradurre le lacrimate carte
della vita trovò giovamento?
Chi mai appagato ne fu?
Risuonano a te, sperduto tapino,
tediosi i pizi menei dei consolatori,
risuonano vacue le tante parole.
Tu, stando nella candida rocca spersa
non hai bisogno di schivare il dolore,
lo prendi, lo vivi, e lo getti giù, di lassù.
Già la rondinella l'uovo ha covato
che s'apra in questo mondo,
e vita nuova apporti.
S'ode di lontano il ronzante romor del mare
e tu, piccola casupola, sul colle stai."
©
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