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Morte 3 giugno 2015 · lettura 1 min · 1671 letture

"Mulurè (la morte dei giorni)"

Stefano Drakul Canepa 4647 poesie pubblicate
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Non pronuncerò il tuo nome e in questo silenzio verserò lacrime di buio per le nuvole che vagano ancora Gocce di pioggia che il cielo nero ha consacrato in questo spazio senza ombra separato dal domani Marmo su questa tomba che contiene un grande gelo germogliato dalla terra con i fiori deposti alla memoria Scuro sarà il mio vestito per le dieci lune che seguiranno a questo giorno di dolore nella morte e nel rispetto Nessuno proferirà parole Che offendano il tuo tempo.
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O merribbé La morte (o merribbé) è un evento sentito profondamente dai Rom. Nel dolore per la morte di un congiunto si riuniscono i membri della famiglia. Un moribondo non viene lasciato mai solo. Amici e parenti si avvicendano al capezzale, anche quando si tratta del più disadattato dei Rom. I Rom abruzzesi hanno un vero e proprio culto per i propri morti che chiamano "muluré" con un diminutivo che ha un valore profondamente affettivo. L'offesa più grande che un Rom possa dare o ricevere è l'insulto dei morti. Si evita di pronunciare il nome del defunto.

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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