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Introspezione 4 giugno 2015 · lettura 1 min · 2620 letture

Soffrire... oscuro piacere

zani carlo 796 poesie pubblicate
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Scialbe armonie senza alcun dolore stampate al muro trascinando l'anima a muso duro per non dimenticare... Aspiro il fuggire nelle crepe del silenzio d'un amore che di grazia tanto mi faccia soffrire Oscurità abbraccia senza ritorni il mio cieco divenire attratto di nuovo che sono alla luce...
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L'autore
zani carlo

Nasco a Brescia nel marzo 1970 verso la fine(28) e vivo attualmente in un ridente paesino della franciacorta:Fantecolo(provaglio d'iseo),una ridente frazione collinare di 500 anime. Faccio di professione il commerciante Ho da poco intrapreso una mia piccola missione: quella di mettere per iscritto quello che mi ba

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Commenti (7)

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Pagu4 giugno 2015

Non dimenticare il dolore, viverlo per poi ricordarlo. In fondo il dolore è come il piacere, sono emozioni forti che la memoria conserva. Si ricorda più il piacere o il dolore? Difficile dirlo, ma il poeta affronta il tema e ci esprime una sua visione assai profonda e intensa. Uno stile che cattura, coinvolge e fa riflettere come è giusto che sia. Un lavoro importante.

Patrizia Cosenza4 giugno 2015

Sono emozioni, forti che ogni volta salgono vengono a gala come un vulcano, ricordi sono belli o brutti ... intensi sono versi profondi che mi fanno ricordare un periodo brutto della mia vita ... come una lirica cosi ci torna utile ... per un ricordo addormentato ... complimenti

carla composto4 giugno 2015

sepre liriche intense piene di significato di stati d'animo espressi mirabilmente il mio elogio al bravo poeta

Rosetta Sacchi4 giugno 2015

Spesso si soffre e ancora più spesso stabiliamo un intimo legame con il dolore, tanto che se cessa, ne sentiamo la mancanza. Perché connesso col nostro vissuto, con determinate situazioni del nostro vivere. Rinnegare il dolore sarebbe come rinnegare parte della nostra vita. Un sentire questo del poeta che mi è stato familiare in certe circostanze e che sotto certi aspetti condivido.

Anna Di Principe4 giugno 2015

Non è possibile immaginare la vita senza soffrire e soprattutto quando si è trascinati dal vortice del dolore è difficile uscirne... diventa quasi uno strumento per conoscere se stessi, ma per di più al dolore sottende una sorta di languore, torpore che "i poeti maledetti "tra i quali Baudelaire lo chiamavano SPLEEN... Nella lirica molto suggestiva è descritto uno stato d'animo che ammalia e cattura... come di consueto, l'autore scava nell'esistenza donando al lettore immagini loquaci... il dolore che s'impone alla vita. Il mio encomio... mirabile testo...!

nemesiel4 giugno 2015

Mi soffermo sulla strofa centrale, intensa e suggestiva quanto le altre, perché più chiaramente mi appare come il mistero del dolore (perché tale è la sofferenza umana in quanto non ne comprendiamo il senso) sia da noi non sfuggito ma talvolta, inspiegabilmente e caparbiamente, richiamato alla mente se non addirittura ricercato quando questi riguarda il sentimento d'amore... Il poeta ne "...aspira il fuggire nelle crepe del silenzio" lo richiama a sè...abbracciando una oscurità anche nella luce ritrovata

Rosita Bottigliero4 giugno 2015

Il dolore come il piacere vive nell'anima del pensiero. ... ferisce ma aiuta ad uscirne. Complimenti