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Introspezione 5 giugno 2015 · lettura 1 min · 2018 letture

Nonsense

Carla Colombo 281 poesie pubblicate
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Ripudio questo peso di cellophane di rose morte spaiate su termosifone spento, rosso circolare sbiadito immobile astante circuisce lo sguardo dentro quadro astratto, incomprensibile disegno in nome del silenzio mano illustre non svela Scrollo di dosso il dolore dai mille volti ora conosciuti, vastità di deserto sete offre al labbro, incredibile la pena ch’io possa sopportare Spettri inseguono miraggi di piccole gioie lontane consunte da operose tarme, crampi di morsi ingiusti premono sulle costole spezzando ali traforate e moriture, punteggiatura a casaccio distoglie ogni visuale Nero domino supremo s’impossessa di cieco destino ed io docile offro l’anima a catene
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Carla Colombo
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Commenti (4)

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Anna625 giugno 2015

Passo, passo, attraverso antinomie che lacerano per una gioia che si è offesa e l'anima si china sotto il peso di un dolore e docile si offre all'inevitabile. Un'accorata dolcezza attende il rifiorire di nuova gioia

Giacomo Scimonelli6 giugno 2015

donarsi al destino e attendere che il dolore si allontani... dolore ingiusto che spezza le ali forti della sopportazione ma che non riuscirà a vincere... impossibile vincere per il dolore quando un'anima urla i dispiaceri della vita in maniera così efficace e ascolta le ingiustizie subite dalla vita ...versi che toccano il cuore del lettore e commuovono... efficace

Matilde Marcuzzo11 giugno 2015

delicatissima... poesia, forte e amara, e dolce, delicato tema... sensibile ascolto. grazie!

nemesiel11 giugno 2015

La prima strofa colpisce per la sua staticità: lo sguardo che vaga lento su elementi che caratterizzano una stanchezza dell'anima che si fa fisica. Poi, improvviso, quello scrollarsi di dosso il dolore ed insieme il meravigliarsi di quanta sofferenza l'anima umana sia in grado di sopportare... ma non v'è nulla che possa rinfrancare dalla prigionia del dolore a cui la vita ci espone... La chiusa dolorosissima ci offrel'immagine dell'insopportabile peso che a volte è l'esistere