Piccolo migrante
T'ho visto venir fuori
da quella terra dove
neanche la gramigna ha lasciato segno
di te ho visto gli occhi
lucidi d'attesa
e le tumide labbra
parole oscure balbettare.
Era il verso dell'usignolo
a farti volgere il capo
o il suono di una campana lontana
a farti tendere l'orecchio.
Erano questi clamori
strani per te
che del desertico silenzio
dell'aride dune eri amico
ed ancor più d'essi ti mancava il perchè
quando la sera scampo cercavi
tra inesistenti sabbie amiche.
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Commenti (2)
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Grazia Denaro6 giugno 2015
Versi dedicati a coloro che dall'Africa sono stati costretti a riversarsi in un altro continente e cercano di capire gli usi e i costumi dell'altro. La sera la nostalgia assale per la terra che hanno lasciato tanto lontano. Una lirica di rimpianto e nostalgia che invade l'anima. Apprezzata, il mio plauso.
Daniela Zarriello6 giugno 2015
Una poetica dolce per una creatura umana indifesa e spaurita e che non sa il perché del suo soffrire e morire in un mare di un mondo crudele ed egoista. Stimola riflessione e commozione. Molto bella


