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Introspezione 8 giugno 2015 · lettura 1 min · 4108 letture

La resa

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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graffiando l'orgoglio silenzioso attendo... come libro antico l'insipida vita sfoglio tra pagine ingiallite galleggio infinite litanie senza sfogo nel patetico solfeggiar di cuor infranto nuovamente mi ritrovo il disinganno nemico più non finge l'Io stonato resta zitto inutile urlar se nessuno mi capisce e il cuor mio crogiolando tra le tempeste si perde nudo e rammaricato elemosina ennesimo miracolo -ma oramai non serve- dal destino non si fugge la resa dei conti è imminente accetto la sentenza la speranza si è spenta tra chi non vede e non sente anche la coscienza si è arresa!
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uno sfogo per affermare che le difficoltà nella vita non si presentano mai singolarmente... alcune volte capitano tutte assieme e affrontarle è difficile quando non si è capiti da nessuno... sarà patetico ciò che ho scritto ma adesso mi sento meglio... un caro saluto a tutti gli amici e amiche di ''scrivere''

L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Commenti (13)

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carla composto8 giugno 2015

...trovo invece sia un atto di coraggio aprirsi completamente, ha ragione il poeta i mali non vengono mai soli... ci sono dei momenti nella vita che sembra non ci sia più speranza ... stati d'animo espressi egregiamente con la solita bravura che lo distingue... la mia lode

Selene Rossi8 giugno 2015

Come il Poeta scrive nella nota: "le difficoltà nella vita non si presentano mai singolarmente, ma spesso tutte assieme ed è difficile affrontarle, soprattutto quando non si è capiti. Questo è vero, condivido questo pensiero. La Poesia è molto bella, ma non accetto la resa, mai arrendersi. Si può toccare il fondo, il dolore più atroce, il vuoto interno che fa eco nell'infinito. Ma siamo vivi e se siamo vivi c'è sempre una strada da poter percorrere per ritrovare la luce, la speranza, un cuore che torna ad amare. Mai arrendersi. Nell'Anima c'è sempre una crepa dalla quale entra la luce.

Rosetta Sacchi8 giugno 2015

Poesia come denuncia, come espressione di ribellione, come sfogo. Serve e come se non serve all’anima, ad avere più chiara la situazione, a rispondere nel modo giusto alle difficoltà della vita, ad andare avanti! Bravo il poeta nell’espressione di questo suo atto di coraggio. Il mio plauso!

Grazia Denaro8 giugno 2015

Sei ipersensibile e tutto ti ferisce, poi a volte ci sono periodi che accadano tante cose negative tutte assieme, allora ci si deprime. L'autore deve farsi forza e non farsi abbattere da queste cose negative, ma deve reagire e continuare la propria vita più serenamente. Apprezzata lirica.

Sara Acireale8 giugno 2015

No, Poeta. Non arrenderti mai, anche quando tutto sembra andare alla deriva, anche quando i nodi da sciogliere sono tanti. Nessuno ti aiuterà, lo so, ma tu vai avanti a testa alta e vedrai che... piano piano, finirà la salita, i nodi si scioglierano assieme alle nubi che oscurano il cielo. Ritornerà il sereno e il cielo sarà di nuovo azzurro

Pierangela Fleri8 giugno 2015

L'io stonato resta zitto... Questi versi portano il lettore alla riflessione. A chi non è mai capitato di pensare che un guaio tira l'altro? Di pensare non vi sia più speranza, sapendo comunque che non si perde mai finché si è in vita?

Rosita Bottigliero9 giugno 2015

Quanta verità in versi espressi magnificamente da un grande cuore... Sono versi con splendida leggerezza dell'essere. Complimenti

Berta Biagini9 giugno 2015

Mi viene in mente un proverbio “Più nero di così non può venire!” ed allora aspettiamo quel momento migliore. Capisco perfettamente il pensiero dell’autore – sono cicli della vita che spesso dobbiamo sopportare, ma come già detto sopra - tutto prima o poi finisce.

Daniela Zarriello11 giugno 2015

Sentimenti di sconforto nel ritrovarsi sgambettati più volte dal destino nello stesso periodo e sentire che le forze per rialzarsi sono ogni volta più deboli fino alla possibile resa... ma l'anima di un poeta è piena di regalate risorse interiori ed una di queste è la poesia! Sublime compagna dei momenti dolorosi ci dona generosa ali sottili e impalpabili ma estremamente forti e ad esse noi, piccole anime assetate di sguardi e comprensione, ci aggrappiamo per uscire dalla melma della vita. Molto apprezzata e sentita anche personalmente.

C

amarezza e presagio di sconfitta, molto ben scritta, la speranza è nascosta tra le piaghe del dolore, ricordalo!

Annamaria Barone11 giugno 2015

non è patetico ma ricco di pathos, c'è un anima ed un cuore che riversa su una pagina bianca tutta la disillusione, tutta la stanchezza, tutta la resa. Ma resa non sarà, perché quella voce presto urlerà al cielo tutta la sua ribellione e la voglia di rialzarsi ancora ed ancora.

nemesiel11 giugno 2015

Non patetico ma assolutamente ed autenticamente umano è il grido che riecheggia tra i versi. non bisogna aver pudore delle proprie emozioni nè, tanto meno, delle proprie fragilità...Gli avvenimenti della vita ci forgiano e non siamo mai pienamente consapevoli di quanto lo facciano perché troppo presi dalla nostra sofferenza, dalla delusione dall'ennesimo colpo basso di una esistenza che sembra avercela con noi... il tutto diventa però insostenibile quando ci sentiamo non compresi, inascoltati e quasi invisibili ...ma arrendersi mai, rialzarsi sempre ...

Ela Gentile13 giugno 2015

Come sempre l'autore sfoga nei versi la delusione e la resa agli eventi negativi che tolgono ogni speranza. Comprendo benissimo lo stato d'animo e so che scrivendone per un poco l'animo si fa più leggero, anche se resta l'amarezza. Condivido e apprezzo la spontaneità del raccontarsi senza remore e attingendo dalle emozioni del cuore. Credo, tuttavia, e spero che la vita non sia troppo matrigna e, alla fine, riservi meritevole serenità e amore.