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Riflessioni 8 giugno 2015 · lettura 1 min · 2863 letture

La bottiglia di Klein

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Distesa sul prato di verde e d’azzurro in linee perfette. Il caffè non è piatto quando qui, pedalo sul mondo. Trasparenze sinuose fan sparire la mente, la freddezza aggressiva [ qualcuno si arrende ] poi talvolta si accende, insinuandosi [ in sé ]. Movimento continuo subcoscienza, pulsione scintilla di pietra. Spirituale confronto di un bianco bucato rivolto su, al sole infiammato. Dimensioni e più spazi [ l’uno nell’altro ] origami aperti, magici incastri con mai ruvidezze: morbide curve geometrici beni, al di là dell’idea. Arabile spazio, nella morte le stelle in quel remoto respiro che si apre, si espande poetico " esistere " senza inizio né fine. Le colline ed i borghi nei miei occhi, pianeti. Sospesa tra rami, si rivela l’estate.
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Affascinata da questo concetto matematico... (solo per me) In matematica, la bottiglia di Klein (detta anche otre di Klein) è una superficie non- orientabile di genere 2, cioè una superficie per la quale non c’è distinzione fra "interno" ed "esterno". La bottiglia di Klein è stata descritta per la prima volta nel 1882 dal matematicotedesco Felix Klein. È strettamente correlata al nastro di Möbius e alle immersioni del piano proiettivo reale come la superficie di Boy.

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (2)

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Azar Rudif8 giugno 2015

Interessante concetto matematico e fisico che guardando il filmato mi rimanda l'immagine di una bottiglia la cui entrata viene immersa nel suo fondo fino ad uscirne dall'altro lato. In questo modo si perdono i riferimenti della bottiglia che rimane pur sempre una bottiglia capace di essere riempita e svuotata sempre dallo stesso lato. Prometto di andarmi a guardare questo concetto e per ora mi si perdoni l'ignoranza, ma rimane una bottiglia, forse artisticamente intrecciata e intersecata, ma è una bottiglia. Invece, trovo i versi di una fantasia superiore che va da un punto dell'universo dove il pensiero vaga dall'esterno all'interno del proprio sentire con una frequenza data dal numero dei versi (4- 3-2) delle strofe centrali.

Francesco Rossi9 giugno 2015

Basta soffermarsi in quelle trasparenze sinuose per addentrarsi in una poetica stilizzata e in linea con la personalità volitiva dell'autrice.