Uno sguardo sul futuro dell'Italia
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (5)
Bravo Sergio, condivido appieno la tua poesia ma l'italiano non si osa neppure a mettere in evidenza il suo "sacro diritto" di vivere che purtroppo viene oggi annientato da invasioni e tasse gettate lì a più non posso. E' vero nel censimento di domani noi saremo una minoranza... finché l'italiano non sarà diventato un'altra razza mista di tutto!
un argomento attualissimo... come sempre arte nel descriverlo!! plauso a te
un tema molto importante trattato dal bravo autore con la sua solita maestria
Per i nostri giovani l'incertezza del futuro è palpabile... apprezzato moltissimo il testo dell'autore, soprattutto, quando fa riferimento alla nostra Italia che sta scoppiando e che le lamentele non sono dovute al razzismo, ma alla crisi che già il nostro popolo non riesce più a sopportare. Ottimo lavoro.
Il processo inizia con la creazione dell'instabilità sociale nei paesi africani, arabi e orientali. Tale destabilizzazione, portata avanti con guerre sotto la falsa bandiera della liberazione dai tiranni (vedi Gheddafi, Saddamm ecc...), interessa quei paese nei quali ci sono ricchezze petrolifere ed energetiche che iniziano a rappresentare il bene primario (con l'acqua) della razza che abita il pianeta. Ciò favorisce l'immigrazione verso quei paesi dove è più facile arrivare (come l'Italia) per mancanza di decisionismo dei governanti e di ribellione dei popoli. L'unico lato positivo è che questi flussi sono dal sud verso il nord e la loro meta è l'europa, non l'italia.




