Al porto
Mi fumo le ore
al molo degli addii,
quando una nave si stacca
e prende il largo
e penso sempre a un guscio,
sperduto in mezzo al mare,
e alla sua solitudine gelata,
peggiore di quella d'una stella
senza cielo.
Eppure partirei
e all'onda affiderei
il mio esser solo,
che tra la gente è più asfissiante,
almeno in mare la dividerei
col sale dell'aria,
la brezza e la tempesta,
la luce marinara
che mai abbandona
il viaggiatore errante
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!