Un amore sbocciato in modo assurdo
“Ci siamo conosciuti a un funerale!
Durante la funzione religiosa
mi son commossa e stavo tanto male,
ma tu con un’azione premurosa
nell’attimo che stavo per svenire
m’hai subito afferrato per le braccia,
pian piano, poi, m’hai fatto rinvenire
con piccoli buffetti sulla faccia.
Da quel momento mi sei stato accanto
preoccupato per la mia salute,
non sei un uomo, tu sei proprio un santo
che ancor m’assiste nelle ricadute.
E m’hai trasmesso tanta tenerezza,
mi son sentita subito protetta,
m’hai fatto assaporar quella dolcezza
che nella vita ogni donna aspetta.
E dietro al carro funebre, in preghiera,
m’hai sempre sostenuto sino a quando
siam ritornati a casa quella sera,
nel mentre il sole stava già calando.
Il giorno appresso, poi, ci siam rivisti,
venisti a casa per assicurarti
che stessi bene, avevi gli occhi tristi
ed io cercavo di rassicurarti.
Col tempo, poi, ci siamo frequentati,
venivi pure a prendermi all’ufficio,
a lungo andar ci siamo fidanzati
e per entrambi è stato un beneficio.
Adesso te lo devo confessare
che mi piacevi ai tempi della scuola,
ma non ci siam potuti frequentare
e ne scambiar neppure una parola!
Nei piccoli paesi è naturale
conoscersi tra amici o tra parenti,
per noi, invece, è stato il funerale
a far sbocciare i nostri sentimenti!
Parecchie volte t’incrociavo in piazza,
ma non sapevo ch’eri tanto buono,
pensavo che tu avessi la ragazza ...
...e questa proprio non me la perdono
perché io ti guardavo e mi piacevi,
ma non osavo darti confidenza,
passavo spesso, ... ma non mi vedevi,
a volte mi saltava la pazienza!
Adesso mi telefoni al lavoro,
sei diventato pure assai geloso,
ma sappi, gioia mia, che io ti adoro
il nostro amore ... è meraviglioso!
Dobbiamo ringraziare il funerale
che ci ha concesso il modo d’incontrarci.
L’amore è un sentimento naturale
e ci ha fatto incrociare per amarci.
...A volte ci si sfiora per la via,
non ci si degna d’un furtivo sguardo
finché Cupìdo, re della magia
non spinge i cuori all’intimo traguardo!
Ringrazio questo modo surreale
che m’ha permesso d’incontrar l’amore.
La vita mia, oggi, è celestiale
e provo tanta gioia in fondo al cuore!
...Curiosità più logica che strana,
abbiamo entrambi il cognome uguale,
...ma forse, siam parenti alla lontana,
per questo ch’eravamo al funerale!
Comunque te lo devo proprio dire:
tu sei il principe azzurro del mio cuore,
Tesoro mio, ... ti amo da morire,
accanto a te, ... la vita è uno splendore! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (2)
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carla composto12 giugno 2015
forse proprio ad un funerale si incontrano persone che magari nel tempo si erano perse di vista... occasione anche questa per far sboccaiare un amore... molto apprezzataz
Anna Di Principe12 giugno 2015
Non importa il luogo dove ci s'incontra perché nasca l'amore, anche in un evento triste può capitare. Molto apprezzato il testo dell'Autore, che come di consueto ci regala spaccati di vita e sentimenti in versi scorrevoli e agili nella lettura. Plauso!

