Amore senz'alba
Stabilimmo confini d’orizzonte
per coltivare spazi infiniti di sogni
sulle conche di marea.
Tu portasti i semi di strelitzia
per crescere i fiori del paradiso
mostrando al mondo il nostro amore
incurante delle conseguenze,
e la mia anima fiorì dei colori dell’incanto.
A maggio l’acqua aveva risvegliato
sonnolenti rosai del supplizio
ed un campo di luna in tono minore
aveva addormentato d’argento vecchio
la polvere della strada.
Mentre lo specchio di un ruscello
rifletteva il bagliore delle comete,
vidi che invece delle rose e dei garofani
spezzavi i gigli con le mani
che spargevano nella sorgente
il sangue infinito di un amore ignorato.
E tuttavia eri fatta per l’amore,
per il sospiro, e le carezze
nell’abbandono del tuo corpo sul mio.
Chi sarà, ora, a bere dalle tue labbra
petali di rosa e garofani di maggio
se il tuo volto copre le dalie antiche,
e risplende negli altri versanti del cielo
con le costellazioni del Pegaso
l’impenetrabile mistero delle fate.
Il tuo volto! Curalo,
perché non venga mangiato
nella confusione, per desiderio,
per ritorsione contro l’ansia
cercando l’equilibrio d’un sentimento -raro-
Nel suolo di tanta tristezza, solo,
col mio amore sconosciuto,
bevo i petali d’arancio del tramonto
per scrivere una poesia senza rimpianto
cercando nei fiori della strelitzia
l’azzurro profondo del mio amore senz’alba.
©
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