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Impressioni 13 giugno 2015 · lettura 3 min · 1012 letture

Ode ai Monti dell'Orizzonte estivo

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Cime di nevi or disciolte, ascoltate questo canto nel giorno d’un Poëta, valli montane e dolci e intemerate; voi che mi siete l’agognata meta e che a questo orizzonte vi splendete, e di cui l’ombra si mostra irrequieta e che le fresche impronte ne spargete a questo piano, oh voi, serene cime delle quali perenne io n’odo or sete, e che ispirate queste belle rime, oh voi, che al nembo sembrate smarrite, senso d’Eterno e sentir di Sublime, questo mio canto, su! presto sentite, oh montagne sublimi, oh voi romite! Non ho che un sogno al rimirarvi, o monti, voi che gemete i freschi maëstrali e che ivi abbeverate i greggi e i fonti, o voi superni, che all’aquile l’ali all’Infinito trascinate, e il falco, a cullar ne volgete, o voi immortali che dalle rocce ne traëte il talco, e che quest’eco ripetete mesta, d’un cacciator che soffia è l’oricalco, non ho che un sol desìo a voi, acre Tempesta d’immota pietra, e freddi ruscelli, e ore, voi, che alle nubi alzate la foresta e che regnate la convalle in fiore, o voi che siete il perno del mio cuore, voi, serene potenze all’Alpi e ai sordi orecchi degli Spiriti montani, Mostri gentili di sassi e di fiordi, sterpi pietrosi che s’èrgon lontani, o voi, valichi eterni in cui mi spreco e che reggete i castel, quei più arcani, e che aver ne sembrate un aër bieco, il qual inizialmente fa paüra, molteplici occhi d’un Ciclope cieco, non ho che un’ansia brama e che una cura a voi che siete aguzzi come acciari, e che ne dominate la Natura, o voi campestri e alpestri e nudi mari dei boschi e dei lor spirti tutelari, non ho che un sol volèr, voi del Melezzo ripe rocciose che aprite i confini all’elvetica terra, o voi che il vezzo tanto mi siete dell’Anima, e i pini nutrite di torrenti, e io ho un sogno, e dico: che bramo rivedèr i vostri alpini freschi villaggi, e l’orizzonte aprìco, e le boscaglie vostre, e i lusinghieri valichi ombrosi, or del viandante intrìco, e i vostri cupi, e imi e lunghi sentieri, i quieti tigli, e i placidi castagni, e l’alte nevi falbe come ceri, e te vò rivedèr ruscel che bagni quest’aspre sponde dalle qual ti lagni. Oh monti, voi mi siete e Vita e spene, voi che argentate le vette sublimi nei brividi segreti di mie vene. Voi, piacèr tutto mio, piccoli ed imi sogno perdutamente, e i vostri pruni, e i fiorellini vostri e amari i timi, voi che mi siete le fonti d’alcuni gaudi frequenti, e d’un calmo pensiero, sguardi di sassi onnipossenti e bruni. Ma qui in pianura si perde nel nero truce tramonto questo vostro ardore, e per me siete avvolti nel mistero. Pur, tra le fosche vi scorgo il pallore, voi che montagne sarete il mio Amore!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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