”Uomo del sud”!
Io sono un terrone;
non sono color marrone;
nè, sono un coglione;
sono soltanto un emigrato
che sopravvive da emarginato,
in città che non offrono calore;
che non credono a nessun valore;
che non tendono la mano
a chi, come me, è del sud, siciliano.
Io sono un terrone intelligente,
e questo, forse è per voi strano;
questo forse non è presente
a chi ti osserva e t'immagina poco umano;
questo forse, non è apparente,
a chi crede che il sud, sia soltanto un luogo lontano.
Ci hanno detto di tutto;
ci hanno ucciso e distrutto;
ci hanno alienato e allontanato
e con scuse idiote, ci hanno abbandonato.
Mafia, lupara, coppola,
sono i simboli crudeli di un'isola
che ha come colpa, quella di battersi da sola.
Hanno ucciso polizziotti e magistrati,
ma è stato dimenticato.
Hanno ucciso politici e giornalisti,
ma ci han dato dei ”sudisti”.
Hanno scritto di noi siculi
che siam ancora alla mercè della cupola;
spero che chi l'ha scritto... s'inculi
e venga giù a veder la nostra isola.
I siciliani han combattuto...
...e costruito;
altri c'è l'han fottuto...
...è impedito.
Ricordatevi oggi, e per sempre,
che senza il sud, non esisterebbe un bel niente.
Forse vi rimarrebbe soltanto il sole,
ma sarebbe poco durevole
perché mancherebbe di colore
e non avrebbe l'aureo calore
che solo un uomo del sud può donare
ed a cui, non potrete mai estirpare!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
F
Tutte le opere →
L'autore
Forsepoesia By Antonio F
Nato a Catania nel Febbraio del 1960 in uno dei quartieri poveri della città siciliana,e, secondo di 4 fratelli. La sua passione per l'arte degli scritti nacque nel 1976 allorchè conobbe una ragazza ricca e bella di nome Sonia morta di overdose a 17 anni dopo soltanto 3 mesi di vita comune. Sono state, dall'autore, d
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
S
Sam31 luglio 2007
ed ecco la mazzata allo stomaco che in questa nostra italia arroventata ci riporta a pensare e a ricordare racconti di genitori e di nonni che si spostavano proprio per non aver niente a che fare con quella cupola per la quale giusti e cattivi sono morti. molto ben scritta, si sente profonda la rabbia ma non la rassegnazione, rime non studiate e quindi ancora piu vere,