Vivere non è un diritto
salvo bonafe
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E’ arrivata la bolletta
da pagare tutt’in fretta
pena è quella misura
che ti far venir l’arsura.
E’ arrivata un’altra carta
Che mi mette già in allerta
se non pago toccherà
viver nell’oscurità?
E’ arrivata la mia Tarsu,
forse sta perché consumo,
è un ingiusto becerume
che la strada è un putridume.
E’ arrivata un’altra botta
alla casa pur ci tocca
che tre lustri di pagare
non mi valsero affrancare.
Ho due moto incidentate
dai miei figli abbandonate
e m’arriva tutti gli anni
un salasso con affanni.
Si, parliamo di vettura
che, se ferma e non cammina,
quale complice assassina,
pagherà la sua vetrina.
E la doppia vessazione,
bollo ed assicurazione,
non ti lascia più capire
chi ti vuole defraudare.
C’è un modesto schermo nero
che irradia le notizie
di quei furbi farabutti
che derubano a noi tutti.
...e paghiamo pure quello,
mesi e mesi,
con solleciti vocali,
una voce ch’è un martello
ci ricorda quell’orpello.
Se volessi cucinare,
se hai bisogno di scaldare?
C’è quel gas non inerte
di pagare non avverte.
Dopo, incolto, mi raccolgo
per trovare le parole,
la mia mano sulla fronte,
ora vengono da sole:
che lo Stato abbia deciso
d’affamare tutti quanti,
di lasciarci nell’arsura,
ed il Sole d’oscurare,
ed il vento di vietare,
altra tassa da pagare
per lasciarci respirare?
©
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L'autore
salvo bonafe
Sono nato a Palermo, dove tutt'ora vivo. Ho viaggiato tanto , ma ora mi sono fermato, all'abbrivio di vecchiezza. Da "grande" ho scoperto la passione per la poesia, che vivo come una carezzevole compagna della giornata. Amo leggere e leggo l'amore. Credo nei valori della vita e penso amaramente che la vita voglia t
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