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Impressioni 15 giugno 2015 · lettura 1 min · 1462 letture

San Pietroburgo

Paola Riccio 278 poesie pubblicate
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Sorvola libero le acque terse della Neva candido e maestoso un gabbiano. Si ferma a riposare sull'antica ringhiera lungo il fiume, pensoso osserva i tetti d’oro della città. Cammina il mendicante e piange e prega mostrando i suoi tatuaggi e le sue sconfitte. Bianco è il cielo dell’Est, premature le sue albe estive, impalpabili i suoi tramonti. Attendono i sognatori i ponti che si aprono nelle notti bianche e lasciano passare fantasmi di navi e di persone. Sconfinato è il Baltico, finestra sull'Europa sogno rimasto a metà, emozione e brivido dei miei giovani anni.
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I mendicanti a cui si fa riferimento sono degli ex galeotti, ecco il perché di tatuaggi e sconfitte, era abitudine nelle prigioni sovietiche tatuare i prigionieri.

L'autore
Paola Riccio

Sono felice di vivere in modo semplice ed esemplare come il sole, come il pendolo, come il calendario. Marina Cvetaeva

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano15 giugno 2015

Anche se purtroppo non l'ho mai visitata, è proprio così, attraverso le leggere, fini e talvolta quasi eteree parole della poetessa che immagino quella città russa che io preferisco chiamare semplicemente (come nell'Ottocento) Pietroburgo. Ho letto il mese scorso "Le notti bianche" di Dostoevskij, e questa poesia ne è quasi un'eco (con i suoi particolari tramonti ed albe, con il sognatore, con le notti bianche...) , a conferma che le belle città, come le belle donne, suscitano sentimenti similari negli spiriti artistici.