San Pietroburgo
Paola Riccio
278 poesie pubblicate
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Sorvola libero
le acque terse della Neva
candido e maestoso un gabbiano.
Si ferma a riposare
sull'antica ringhiera lungo il fiume,
pensoso osserva i tetti d’oro della città.
Cammina il mendicante
e piange e prega
mostrando i suoi tatuaggi e le sue sconfitte.
Bianco è il cielo dell’Est,
premature le sue albe estive,
impalpabili i suoi tramonti.
Attendono i sognatori
i ponti che si aprono nelle notti bianche
e lasciano passare
fantasmi di navi e di persone.
Sconfinato è il Baltico,
finestra sull'Europa
sogno rimasto a metà,
emozione e brivido dei miei giovani anni.
©
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L'autore
Paola Riccio
Sono felice di vivere in modo semplice ed esemplare come il sole, come il pendolo, come il calendario. Marina Cvetaeva
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano15 giugno 2015
Anche se purtroppo non l'ho mai visitata, è proprio così, attraverso le leggere, fini e talvolta quasi eteree parole della poetessa che immagino quella città russa che io preferisco chiamare semplicemente (come nell'Ottocento) Pietroburgo. Ho letto il mese scorso "Le notti bianche" di Dostoevskij, e questa poesia ne è quasi un'eco (con i suoi particolari tramonti ed albe, con il sognatore, con le notti bianche...) , a conferma che le belle città, come le belle donne, suscitano sentimenti similari negli spiriti artistici.
