Uomini
Paride Giangiacomi
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Spente stelle
di fango cenerino
balenano d'improvviso
al mio cielo;
odor misto di mirto e calendula,
annunciato da venti di levante
mi destano:
sagome appena accennate
di passanti, anime rare,
uomini accesi da dita fumanti
boccheggiano, anelando il Cielo.
Noi stessi siamo
ciò che abbiam perduto;
non conosciamo la nostra statura,
finché non saremo chiamati ad alzarci...
e scorrendo un elenco,
il Dio misericordioso
annuncerà al Cielo il nostro nome!
©
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L'autore
Paride Giangiacomi
Commenti (2)
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Azar Rudif16 giugno 2015
Un giorno saremo chiamati con il nostro vero nome e sapremo chi siamo
Anna Di Principe16 giugno 2015
L'essere umano vive la sua vicenda terrena in attesa che accada qualcosa di trascendentale ...in questi versi si evincono una profonda spiritualità e introspezione, che lascia spunti di riflessione. Ottima lirica, plauso.


