Barriere
Paola Riccio
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Sferzata da grandine violenta e infinita
tace la ragazza il suo spasmo,
urla in silenzio la rabbia
dei vuoti carichi di dolore.
Obliate parole,
angosciati sussurri,
sterili richieste d’ascolto.
Tace il ragazzo e se ne va a dormire,
pugnala indifferente l’anima,
sbatte la porta senza commiato
come sputo diretto e malvagio.
Resta sveglia la ragazza,
gonfio è il suo occhio quando vede la fine,
anche chiuso la vede e l’attende.
Solitudine consolatoria cerca.
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L'autore
Paola Riccio
Sono felice di vivere in modo semplice ed esemplare come il sole, come il pendolo, come il calendario. Marina Cvetaeva
Commenti (1)
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Francesco Rossi17 giugno 2015
La solitudine io credo non sia mai consolatoria, ed è proprio questo aspetto di una fragilità evidente che spinge il prepotente a usare violenza.

