Di notte
Patrizia Ensoli
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Sulle distanze ho querelato lacrime
poste sul giogo, ad una ad una le stelle
prosciugato torrenti troppo bagnati
e chiesto perdono, al mio disincanto.
Impotente con te: insonne angoscia
fulminea ed estesa
alle guglie delle Alpi
abbracciate alla nebbia.
Ho nascosto la luna
al tormento affibbiato dal cielo
per ghermire la veglia e distoglierne i sogni.
E tu, trionfante di luci
notte, mi vinci
nei riflessi dei colli (i presepi)
Ed è qui, che ripeto l’Autunno commossa
ogni volta che torno da dove sono partita.
©
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Commenti (2)
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Giacomo Scimonelli17 giugno 2015
secondo me è vera e pura P O E S I A quando si riesce a verseggiare le proprie sensazioni con parole e termini di uso comune ed è difficile farlo... come sempre l'Autrice riesce a far parlare la propria anima, i propri sentimenti e il proprio dolore con una intensità unica che coinvolge SEMPRE il lettore che resta rapito dalla melodia che si respira in ogni verso...
nemesiel19 giugno 2015
Versi che vanno centellinati... assaporati piano, per lasciarli penetrare nell'anima ritrovandosi a condividere l'inquietudine che li anima... Insonne angoscia... ho nascosto la luna... e tu notte, trionfante di luci, mi vinci... è una ricerca dell'ombra per nascondere a se stessi forse il proprio intimo dolore... modo del proprio essere


