L’usignolo malato
carla vercelli
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Allegro cantavi per salutare il giorno,
che fosse sereno il cielo o nuvoloso,
e allegra di riflesso ero anch’io d’intorno
alle tue mossette e refrain melodioso.
Fatale ti fu una ricurva unghietta
che l’impiglio ti sorprese all’inferriata
fratturandoti malamente una zampetta,
affievolendo la tua nenia innamorata.
Difficoltoso ora è il tuo volo già tarpato,
dopo le meticolose cure del veterinario
che un cotton fioc ti ha posto come stecca.
Tuttavia sembra plani da un alto cirrostrato
il suono della tua voce, straordinario
e non palesa né abbattimento, né pecca.
Ed io, che talora a torto mi lamento,
mirando la tua inesauribile energia,
deciso ho di cambiare atteggiamento:
godo ogni momento bello o brutto della vita mia.
©
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
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