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Riflessioni 19 giugno 2015 · lettura 1 min · 1588 letture

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Bruno Leopardi 769 poesie pubblicate
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Storia di vita che prende al centro del cuore e vorresti strapparglielo via con le mani quel male ma sai che non puoi ed inerme resti a guardare con gli occhi i suoi teneri occhi... e mentre il giorno scende all'inferno, c'è chi scende e chi sale, e chi sbatte una porta o un portone... ognuno nel proprio quadrato di vita che perimetra egoismi e pretese come se questo nostro esistere, fosse un contratto che hai fatto con Dio. No, l'esistenza di ognuno di noi è una flebile fiamma che per restare accesa ha bisogno di molte mani a proteggerla e sconfiggere il vento, mentre basta un soffio soltanto... Se si capisse questa cosa, ogni tanto...
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Bruno Leopardi
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Commenti (8)

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Patrizia Ensoli19 giugno 2015

Una lirica dolorosa, cosciente della precarietà della vita ad ogni verso, recita forte un dolore, la motivazione profonda del soffrire ...l'irreparabilità del male e, come cita l'autore: se si capisse questo, ogni tanto ... forse saremmo anche capaci di più forza nel vivere una vita sana, nel bene, più uniti!

Marial19 giugno 2015

L'esistenza chiusa in un centro di egoismo insaziabile, una finestra con barriere d'ombra, fugge il giorno senza una fermata a guardare il bene, il buono; a provare a camminare con occhi teneri regalando minuti preziosi cancellando i secondi dall'orologio della mente. Basterebbe suonassero le campane del cuore e nello scorrere dell'indifferenza il fluire del sentimento e dell'amore del prossimo Tuo come Dio ci ha dettato. Molto sentita.

Rita Minniti19 giugno 2015

Quanta verità in questi versi, dove dolorosamente è descritto un pensiero profondo. Quanta agonia capire che" nel proprio quadrato di vita" è solo l'egoismo che va avanti, aprendosi un varco, e che non si cura della sofferenza altrui. E come scrive l'autore, l'esistenza umana sarebbe diversa se si capisse quanto ha importanza l'essere uniti, l'essere leali, lo stare insieme, senza alcun fine, senza "sbattere una porta o un portone". Si illuminerebbe quella fiamma, troppo spesso flebile, senza mai spegnersi, se si riuscisse a comprendere quanta importanza è lo stare vicini e uniti.

carla composto19 giugno 2015

se si capisse la nostra caducità forse molte cose non accadrebbero forse ci guarderemmo intorno e tenderemmo una mano a chi ne ha bisogno... una lirica stupenda bellissimi versi sentiti il mio elogio

Azar Rudif19 giugno 2015

Decisamente espressiva e vera la seconda strofa. Molte mani ci aiuterebbero a vivere, ma se vengono a mancare non siamo una flebile fiamma, possiamo diventare un incendio per noi e per gli altri.

nemesiel21 giugno 2015

Riflessione vera e profonda che nasce da un dolore, da una sofferenza a cui si assiste impotenti... e allora suoni e rumori di un quotidiano si fanno voce e messaggio della nostra superficialità, del nostro egoismo, della nostra indifferenza ...voce della nostra arroganza di crederci qualcosa di diverso da ciò che siamo, fragili creature... fiammelle che un soffio può spegnere in un attimo... Continuiamo ad esistere in quel nostro quadrato senza finestre...

Francesco Rossi23 giugno 2015

riflessione e coinvolgimento in questa composizione poetica catturano l'attenzione e la sensibilita' del lettore

Paola Galli16 luglio 2015

viviamo di egoismi ed immersi nei nostri segreti orticelli da non calpestare, e non ci rendiamo conto di quanto sia effimera l'esistenza che spesso ci sorprende nel volgere al tramonto, strappandoci dal tempo senza rimedio! ma noi crediamo sempre d'essere eterni!