Buffo, sognatore... pazzo

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz
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La notte prende il volo e l'anima si mette in moto ad assorbire i pensieri che passano per la mente, l'autore vuole essere non coinvolto in questo soliloquio con l'io, ma sviscerando le varie problematiche che lo affliggono non ce la fa a rimanere imparziale, alla fine tutta questa introspezione notturna lo sfinisce. Versi che mettono a nudo il travaglio della sua anima, raccontati con sincerità di cuore. Lirica apprezzata per contenuto e forma.
bella introspezione ... la notte ci ristora ci regala il riposo agognato... le emozioni compagne di vita a volte ci rendono talmente partecipi da coinvolge la nostra mente, i nostri pensieri ... un elogio a questa stupenda lirica ed al valente e preparato poeta
Da sognatore vivo la notte con la fantasia che si sveste e lascia da parte i logorii del giorno per adagiarsi su un tappeto di calde emozioni che il cuore stanco del viaggio introspettivo di ogni notte attende con battiti nuovi cercando come nelle favole il lieto fine. Ben vengano le pause dalla realtà,il cuore come il mare dà voce ai nostri pensieri e l'anima un'onda di calore all'Io errante. Mi avvicino a questa mirabile lirica con una buffa follia.
La notte come culla dei sogni è un lontano ricordo, l'Autore non cede al sonno, inizia a viaggiare nel suo inconscio tenacemente sollevando pensieri tenebrosi che limitano il tempo della quiete. L'animo vive notti inspessite di buio in una ragionevole follia... Molto profonda. Magistralmente stilata.
La notte giunge al capezzale come un invito al confessionale, solo che al posto del prete c'è uno specchio, spesso imbrattato dalla nostra coscienza. Non ci resta che lucidarlo, per continuare a sognare orizzonti mai raggiunti. Un viaggio nella coscienza del poeta egregiamente stilato.
Un viaggio nel proprio io che di notte prende forma. La notte, dove la speranza si fa fiato, si fa forte, e dove le intemperie del giorno vanno a sopirsi in un cuore attento a ogni fantasia. Là nel silenzio del buio, là nel silenzio di un'anima che lascia alle spalle la malinconia, cercando di trovare anche la più piccola molecola di gioia e ubriacarsene. Anche se la difficoltà di sentirsi sereno è alle volte lontana... alle volte si disperde. Un soliloquio, quindi, col cuore, affinché ascolti, affinché possa consolare la mente, affinché, nonostante sia un viaggio, alla fine, logorante, possa salvare il salvabile e dare alla fantasia la forza di continuare a vivere. Versi pregevoli e di effetto, indubbiamente efficaci.
Nella notte, quando tutto tace il poeta ascolta il cuore e viaggia tra sogni di fantasia e speranza, non smette di sognare quel buffo sognatore pazzo, come egli stesso si definisce. Una poesia bella, condivisa e piaciuta, versi in cui mi riconosco per quell'insistente tuffo nelle emozioni del cuore e nei sogni, panacea di ogni malinconica tristezza. I miei sinceri complimenti.






