Figlio del cielo amoroso
massimo turbi
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Sugli scalini di marmi pregiati
sì distende tra le rughe
di vita passata
un anziana signora
con lo sguardo perso nella bellezza
della cattedrale tutta bianca
Sì raggomitola su se stessa
cercando di ritrovare l'ombra
persa tra una bevuta e l 'altra
la solitudine l'assale quotidianamente
nei vicoli di città incurante
alle povere anime
bisognose di una carezza o di affetto
Sì guarda circospetta
non incrociando mai lo sguardo
la metterebbe a nudo
sola con i suoi quattro stracci
riversa in una borsa troppo piccola
A volte credo di avere
quello sguardo timido
impaurito dal sentirmi svestito
dai giudiziosi occhi impertinenti
alzo gli occhi alla volta celeste
E tutto diventa cosi diverso
per sentirmi di nuovo
figlio del cielo amoroso
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L'autore
massimo turbi
Commenti (2)
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Anna Di Principe20 giugno 2015
A volte capita di sentirsi inadeguati e impauriti nella vita per un qualche disagio che può essere passeggero. ...ma si può riprendere la vita in mano credendo di più in se stessi. Lirica apprezzata anche per la bella metafora con l'anziana signora. Complimenti.
Claretta Frau21 giugno 2015
sensazioni che possono svestire ma al contempo vestire le anime meravigliosamente sensibili


